Perché il rischio di contagio aumenta in bar e ristoranti? I dati di uno studio

Secondo uno studio, il pericolo di contagio è più alto in luoghi chiusi e affollati.

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Perché il rischio di contagio aumenta in bar e ristoranti? I dati di uno studio

Secondo uno studio condotto dalla Stanford University e dalla Northwestern University e poi pubblicato sulla rivista Nature, alcuni luoghi sono sicuramente più pericolosi ai fini del contagio. Tra questi ci sono ristoranti, bar e caffè affollati.

Lo studio e i dati

Analizzando alcuni dati demografici, reddituali, epidemiologici e la mobilità, di alcuni quartieri americani è emersa la disparità nel rischio di contagio in base allo stato socio economico.

Secondo Jure Leskovec della Stanford University: “La riapertura di luoghi come ristoranti, centri fitness, caffè e hotel  comporta un rischio più elevato di trasmissione di SARS-CoV-2. La riduzione dell’occupazione in questi luoghi potrebbe contribuire a un calo significativo delle infezioni previste. Abbiamo costruito un modello informatico per analizzare il modo in cui persone di diversa estrazione demografica e di quartieri differenti visitino vari tipi di luoghi più o meno affollati. Sulla base di tutto ciò, abbiamo potuto prevedere la probabilità di nuove infezioni in un dato momento, luogo o tempo”.

Il legame con le fasce di reddito

Analizzando i dati e movimenti di 98 milioni di persone tramite la posizione dei cellulari, è emerso che la maggior parte delle infezioni è avvenuta in luoghi pubblici e molto affollati come bar, caffè, ristoranti, dove le persone rimangono per parecchio tempo al chiuso. I dati hanno anche confermato quali sono le popolazioni ad alto rischio e le sedi. In particolare Chicago, New York e San Francisco e raggruppate in 20 categorie o punti di interesse.

Sempre Secondo Leskovec: “Le fasce di popolazione con redditi più bassi, inoltre, non avendo avuto modo di ridurre drasticamente la mobilità, risultano a maggior rischio di contrarre l’infezione, anche perché tendevano a visitare luoghi più affollati”.

Ad esempio, i negozi di alimentari frequentati da persone a fascia bassa di reddito risultano più rischiosi. Secondo David Grusky della Stanford School of Humanities And Sciences, infine, questa capacità predittiva fornisce informazioni utili in merito al collegamento tra condizioni reddituali e provenienza etnica e il tasso di infezione.

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