Perché i bassi tassi a lungo finiscono per deprimere la crescita economica

I tassi d'interesse bassi fanno felici imprese e famiglie, ma alla lunga comportano più svantaggi che benefici. E forse ce ne stiamo già accorgendo, vediamo perché.

di , pubblicato il
I tassi d'interesse bassi fanno felici imprese e famiglie, ma alla lunga comportano più svantaggi che benefici. E forse ce ne stiamo già accorgendo, vediamo perché.

La BCE, al secondo board dell’anno, ha rinviato di alcuni mesi l’avvio della stretta monetaria per l’Eurozona e all’ultima conferenza stampa di una settimana fa, il governatore Mario Draghi ha fatto presente che, nel caso si rendesse necessario, il rialzo dei tassi sarebbe rinviato ulteriormente. Sono sempre in più a credere che nemmeno nel 2020 ci sarà un ritocco all’insù del costo del denaro, mentre il governatore della Banca Nazionale Svizzera, Thomas Jordan, ha affermato pochi giorni fa di disporre di margini per tagliare ulteriormente i tassi, già negativi.

E anche se il successore di Draghi riuscisse ad alzare i tassi all’inizio del suo mandato, probabilissimo che procederà molto lentamente con la stretta, un po’ come ha fatto la Federal Reserve, che in 3 anni è riuscita ad alzare il costo del denaro solamente 9 volte e di appena 25 punti base (0,25%) ciascuna, portandolo al 2,50%, livello storicamente basso e già annunciando che non lo aumenterà per tutto l’anno in corso.

Tassi bassi per decenni, c’entra la previdenza

I bassi tassi riflettono essenzialmente la bassa crescita dei prezzi, che a sua volta risente di una congiuntura economica debole. Se i consumi ristagnano, le imprese non sono nelle condizioni di alzare i prezzi di beni e servizi offerti. E le famiglie non spendono in molti casi, a causa di redditi insufficienti e/o di carenza di lavoro. In sostanza, la bassa inflazione è alimentata dalla bassa crescita economica e finisce per costringere le banche centrali a tenere bassi i tassi d’interesse.

Questi servirebbero da stimolo ai consumi e agli investimenti, ossia proprio alla crescita dell’economia e, quindi, dei prezzi. Interessi azzerati, come quelli di questi anni presso tutte le economie avanzate, disincentivano al risparmio da un lato e incentivano a investire dall’altro, a beneficio della domanda aggregata e, di riflesso, della ripresa dell’inflazione. Tuttavia, già da tempo le banche centrali hanno iniziato a interrogarsi (a porte chiuse) sugli effetti collaterali delle loro politiche monetarie ultra-espansive, tant’è che Francoforte studia il modo di allentare la morsa sui margini bancari, riducendo l’onere dei tassi negativi imposti ai depositi “overnight”.

In sostanza, le banche presterebbero meno denaro in un ambiente di tassi bassi, ricavando minori margini dalla loro attività “core”.

L’effetto perverso dei bassi tassi

In economia, si conoscono altri effetti negativi dei bassi tassi. Gli interessi determinano non solo la quantità degli investimenti (in funzione inversamente proporzionale), bensì pure la qualità. Quando un’impresa intende investire, compie un’analisi benefici-costi e solo se i primi superano i secondi in un arco temporale lungo, decide di passare ai fatti. Il costo è influenzato proprio dagli interessi sostenuti sui capitali presi a prestito (o calcolato come costo-opportunità, vale a dire in relazione agli impieghi alternativi a rischio zero). Più i tassi sono alti, maggiori i ricavi necessari per rendere l’investimento economicamente valido. Viceversa, bastano ricavi deboli per giustificare l’operazione.

I bassi tassi e il prezzo di una bugia raccontata al mercato che pagheremo 

Ora, il punto è che gli investimenti che generano ricavi elevati sono quelli solitamente più rischiosi e al contempo capaci di trainare un intero comparto economico, puntando sull’innovazione di prodotto, sulla meccanizzazione, sull’accrescimento delle dimensioni d’impresa, etc. Bassi ricavi, invece, derivano da investimenti poco redditizi e innovativi, i quali non verrebbero effettuati in un ambiente di tassi non infimi. Ne deriva che i bassi tassi finiscono per tenere in vita imprese poco competitive e per incentivare investimenti di scarso impatto sulla crescita di un’economia. Al contrario, quando i tassi si attestano su livelli adeguati, gli investimenti meno redditizi vengono scartati e le imprese vengono spinte a convogliare risorse solo su progetti maggiormente “disruptive”, quelli capaci di far compiere un salto tecnologico a un’economia avanzata come la nostra, unica molla per la sua crescita nel medio-lungo termine. In sostanza, confidare sui bassi tassi equivale a condannare un’economia matura alla stagnazione e alla carenza di innovazione, tradendo le ragioni per le quali vengono adottati dalle banche centrali.

[email protected] 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,