Perché Facebook ha chiesto alle banche di condividere dati finanziari dei clienti

Facebook avrebbe chiesto alle banche di condividere movimenti e dati.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Facebook avrebbe chiesto alle banche di condividere movimenti e dati.

Facebook e le banche. Il colosso dei social network, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, avrebbe contattato grandi gruppi bancari come JP Morgan, Wells Fargo, Citigroup e US Bancorp per chiedere di condividere informazioni sui clienti. Facebook, in particolare, avrebbe chiesto agli istituti di condividere informazioni su conti e transazioni effettuate con carte di credito e debito. La notizia fa abbastanza discutere se si pensa che solo poco tempo fa il gigante era finito nell’occhio del ciclone per lo scandalo Cambridge Analytica e i milioni di dati degli utenti utilizzati, in base alle accuse, per condizionare i risultati dell’Election Day 2016 negli Usa.

Facebook punta al settore finanziario ma i dati degli utenti?

Secondo quanto riporta appunto il Wall Street Journal, Facebook ha tutta l’intenzione di diventare una piattaforma per acquistare e vendere beni e servizi e quindi la richiesta fatta alle banche dovrebbe essere un modo per testare i vari servizi che vorrebbe richiedere. La privacy però resta sempre al centro dell’attenzione ecco perché il colosso avrebbe pensato di avvertire gli utenti in merito agli eventuali rischi di frode.

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Ancora una volta, dunque, Facebook sembra sfiorare il confine in merito alla tutela dei dati personali. Secondo il Wall Street Journal, il il social network di Mark Zuckerberg, avrebbe iniziato a coltivare dei contatti con dei grossi gruppi bancari per ottenere dati finanziari su movimenti effettuati dai vari utenti, dati che vanno ad aggiungersi a quelli già in possesso del colosso americano sui milioni di iscritti al social network.

Il colosso rassicura sui dati

Una delle banche interessate, addirittura, avrebbe abbandonato le trattative per timore di ripercussioni anche se Facebook ha “rassicurato” informando che i dati in cui è entrata in possesso dovrebbero servire al nuovo progetto dell’azienda di Menlo Park, ossia offrire nuovi servizi e nulla avrebbero a che fare con il targeting pubblicitario o la condivisione con terzi. Lo ha confermato anche Elisabeth Diana, portavoce di Facebook, che al WSJ ha ribadito le intenzioni del colosso: “non usiamo i dati degli acquisti dalle banche o da compagnie di carte di credito a scopi pubblicitari. Inoltre, non abbiamo relazioni speciali, partnership o contratti con banche o aziende di carte di credito per usare i dati relativi agli acquisti dei loro clienti per fare pubblicità”.

Il gigante dei social insomma vorrebbe guardare verso nuovi lidi finanziari ma lo scandalo Cambridge Analytica è ancora troppo vicino; in pochi avranno dimenticato quei milioni di dati di utenti, finiti in mano a società che li avrebbero utilizzati per influenzare le campagne elettorali.

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Argomenti: Crisi delle banche, Economia USA, Social media e internet