Perché il ddl di taglio ai vitalizi dei parlamentari non passerà al Senato: incostituzionalità, tutela dei cittadini e altre amenità

La legge sui tagli ai vitalizi si fermerà in Senato: fronda interna al PD, ALA e FI contro. Davvero è incostituzionale? Ecco l'analisi.

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La legge sui tagli ai vitalizi si fermerà in Senato: fronda interna al PD, ALA e FI contro. Davvero è incostituzionale? Ecco l'analisi.

Il disegno di legge che prevede il taglio dei vitalizi dei parlamentari ha incassato il sì della Camera dei Deputati, ma è oramai certo che si bloccherà in Senato, dove i numeri della maggioranza sono molto risicati e bastano pochissime defezioni per far saltare tutto. Ricordiamo brevemente cosa prevede il ddl: innanzitutto, il ricalcolo con il sistema contributivo delle pensioni dei parlamentari (quanto hai versato, tanto percepisci – come per il resto degli italiani); in secondo luogo, la retroattività: le pensioni già erogate dovranno essere ricalcolate. Ed è qui che si annidano le possibilità che tutto salti.

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Il fronte contro il taglio dei vitalizi: al Senato non passerà (con ogni probabilità)

Il taglio dei vitalizi, così come è stato proposto da Richetti del PD, non piace. Innanzitutto, c’è una fronda interna al Partito Democratico stesso: Ugo Sposetti ha dichiarato provocatoriamente che affosserà la legge al primo voto utile, mentre Francesco Russo, segretario d’aula dem, ha dichiarato che il cammino della legge proseguirà, ma bisognerà valutare l’incostituzionalità. Contrari alla legge si dicono anche 16 senatori di Mdp, che annunciano che non la voteranno; Lucio Malan di Forza Italia parla di proposta di facciata e di pericolo per le pensioni degli italiani ‘comuni’; Lucio Barani, verdiniano doc, afferma che i 14 senatori di ALA non voteranno compatti per l’approvazione. Insomma, la politica fa macchina indietro, ma il vero motivo è che il ddl è stato scritto male. E forse volutamente male, proprio per farlo saltare.

Perché il ddl di taglio ai vitalizi dei parlamentari è stato scritto male (volutamente?)

La motivazione per cui in molti si stanno dissociando dal disegno di legge di taglio dei vitalizi è presto detto.

La questione riguarda la retroattività e concerne due problemi connessi a una possibile incostituzionalità. Innanzitutto, come sottolinea Sposetti del PD, se la legge venisse approvata così com’è (insomma, se non venisse bloccata per incostituzionalità), tutti i ricorsi dei parlamentari sarebbero vinti e per una motivazione molto semplice: con la retroattività si tratterebbe di toccare un diritto pre-esistente. In secondo luogo, come viene sottolineato soprattutto da Malan di Forza Italia, qualora la legge passasse, si tratterebbe di un precedente molto pericoloso: con il principio della retroattività, si potrebbe pensare di ritoccare (al ribasso, chiaramente) anche le pensioni che vengono percepite adesso dagli italiani e ce non sono state calcolate con il sistema contributivo.

Insomma, la motivazione per cui al Senato il disegno di legge incontrerà grandi difficoltà e, presumibilmente, non passerà, è che si tratta di tutelare i cittadini, mica la casta! Uno schema perfetto. E tante anime belle. Anche se – lo ripetiamo – questa legge ha più un valore simbolico che altro: come potrete analizzare mediante l’articolo di cui abbiamo inserito il link, il guadagno economico per lo Stato italiano è davvero minimo. Ma, simbolicamente, in un paese che tira la cinghia, i politici potrebbero acconsentire a dare il buon esempio.

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