Pensioni di scorta: ecco cosa sono i Pepp voluti dalla Commissione Europea

Si attende il sì del Consiglio e dell'Europarlamento per dare il via libera ai prodotti pensionistici individuali paneuropei.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Si attende il sì del Consiglio e dell'Europarlamento per dare il via libera ai prodotti pensionistici individuali paneuropei.
Via libera, o quasi, per i Pepp, acronimo per “prodotti pensionistici individuali paneuropei”, nati circa 9 mesi fa, nel giugno 2017. Per il semaforo verde è atteso soltanto il sì del Consiglio e dell’Europarlamento, step che appare come una pura formalità. I Pepp vanno ad inserirsi nel mercato delle cosiddette “pensioni di scorta”, all’interno del quale rientrano anche le già conosciute pensioni integrative volontarie. L’ingresso dei Pepp in Italia decreterà un sensibile aumento della concorrenza contro i piani previdenziali assicurativi e i fondi pensione aperti.

Cosa sono i Pepp

Come detto, i Pepp vanno intesi come prodotti pensionistici individuali paneuropei e rientrano all’interno delle cosiddette pensioni di scorta. I Pepp voluti dalla Commissione Europea sono rivolti a lavoratori dipendenti e autonomi, oltre agli studenti. la soluzione dei Pepp può essere offerta dai seguenti istituti: banche,società di gestione, fondi pensione occupazionali, assicurazioni e imprese di investimento. Stando a una recente analisi de IlSole24Ore, in tutto il continente europeo il 27 per cento della popolazione ha una pensione integrativa. Dal punto di vista economico, i Pepp andrebbero ad aumentare in maniera sensibile il mercato della previdenza integrativa all’interno della Unione Europea. Se oggi il suo valore è pari all’incirca a 700 miliardi, nel giro di dieci anni si potrebbe arrivare all’astronomica cifra di 2.100 miliardi di euro.

 Come funzionano

Tra gli addetti ai lavori, sono tanti a domandarsi quante sono le probabilità di successo dei Pepp di fronte agli occhi degli italiani, popolo che non ha mai trattato con entusiasmo la materia della previdenza integrativa. Intervistato dal Sole24Ore, il professor Balduzzi, che insegna scienze delle finanze e economia pubblica all’Università Cattolica, ha palesato i propri dubbi sulla riuscita del progetto della Commissione Europea. Secondo l’opinione del docente Balduzzi, i Pepp potrebbero rivelarsi più appetibili agli italiani se verrà associata la possibilità di ottenere importanti incentivi fiscali.
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Argomenti: Economia Italia, Pensioni