Pensioni, reddito di cittadinanza e flat tax: autunno di fuoco per il governo, le tappe verso la legge di Bilancio

A fine settembre è attesa la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza da parte del governo.

di Chiara Lanari, pubblicato il
A fine settembre è attesa la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza da parte del governo.

Il governo è chiamato in autunno alla prova della verità. Le tante promesse elettorali di Movimento 5 Stelle e Lega dovranno convergere all’interno della legge di Bilancio per il 2019, la cui discussione in Parlamento comincerà dal prossimo mese di ottobre. Prima della LdB sarà altrettanto importante il contenuto della nota di aggiornamento del Def, il Documento di economia e finanza che includerà le previsioni di crescita, sulla base delle quali definire poi il Bilancio. M5S e Lega, con i loro capi politici Di Maio e Salvini, si giocano il rispetto e la credibilità di fronte a milioni di italiani. La fiducia in un governo politico negli ultimi anni non è mai stata così alta, con due personalità tanto forti da oscurare perfino il premier incaricato.

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Nota di aggiornamento del Def a settembre

A fine settembre è attesa la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza da parte del governo. In base ai numeri che saranno presentati all’interno del testo, si potranno fare ipotesi più che credibili intorno al contenuto della legge di Bilancio, la quale verrà invece discussa a partire dal mese successivo. Sulla carta, dovrebbero avere la priorità sia la riforma delle pensioni (con quota 100 in pole position per un primo superamento della legge Fornero) sia il reddito di cittadinanza (Movimento 5 Stelle) sia la flat tax (Lega).

Secondo le ultime indiscrezioni giornalistiche, ci sarebbero diverse perplessità sul fatto che il governo riesca a trovare le risorse necessarie per inserire nella legge di Bilancio tutte le misure promesse all’interno del contratto di governo, firmato sia da M5S che Lega. A meno che non si promuovano tutte e tre ma depotenziate rispetto alla versione originale. Un esempio concreto è quota 100, modificata sensibilmente dopo l’inserimento del paletto dei 64 anni di età e 36 di contributi.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana