Pensioni, quota 100 subito: a settembre la scure su assegni d’oro e sindacalisti

Secondo Di Maio i soldi che saranno tolti alle pensioni d’oro verranno reinvestiti per rafforzare le pensioni minime.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Secondo Di Maio i soldi che saranno tolti alle pensioni d’oro verranno reinvestiti per rafforzare le pensioni minime.

Quota 100 si farà. Subito. Questa la promessa fatta da Luigi Di Maio ai lavoratori italiani, prima della pausa estiva. Il provvedimento che prevede l’uscita anticipata dal lavoro raggiungendo quota 100 tra età anagrafica e anni di contributi sarà inserito nella legge di Bilancio, la cui discussione è attesa per il prossimo autunno. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ha ribadito che per quota 100 non saranno disponibili tutte le combinazioni, come invece si era pensato in un primo momento. Dovrebbe restare come punto fermo la possibilità di andare in pensione con 64 anni di età e 36 di contributi.

Taglio alle pensioni d’oro ma non solo

Inizialmente, il taglio alle pensioni d’oro – di importo superiore ai 4.000 euro e ingiustificate rispetto ai reali contributi versati – era previsto per quest’estate. Arrivati alla prima settimana di agosto, Luigi Di Maio ha affermato che il provvedimento sarà calendarizzato per il mese di settembre. Dopo il taglio ai vitalizi, dunque, un’altra importante misura sul fronte previdenziale sta per essere inserita nel curriculum di questi primi mesi del governo gialloverde. Intervenuto alla trasmissione di Rai Tre Agorà Estate, l’attuale ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ha spiegato che la calendarizzazione del provvedimento sulle pensioni d’oro è prevista per settembre, dopo che i numerosi altri interventi presi in questi due mesi hanno fatto slittare la discussione parlamentare sul taglio agli assegni d’oro ingiustificati.

Nelle ultime settimane era tornato a parlare Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali, economista dato vicino alla Lega Nord, il quale aveva ipotizzato un contributo di solidarietà che avrebbe coinvolto anche quei pensionati che percepiscono una pensione nettamente inferiore ai 4.000 euro. Dalle dichiarazioni di oggi del ministro Di Maio, l’ipotesi del contributo di solidarietà tramonta definitivamente, mentre rimane l’impianto generale della norma di cui si parla in maniera approfondita da tempo.

Di Maio vuole rafforzare le minime

Di recente  il numero uno del Movimento 5 Stelle ha riaffermato il principio secondo cui i soldi che saranno tolti alle pensioni d’oro verranno reinvestiti per rafforzare le pensioni minime. Un altro punto importante, sottolineato in più di un’occasione dallo stesso Luigi Di Maio, riguarda le pensioni dei sindacalisti. Per alcuni di loro – argomento che abbiamo trattato nei giorni scorsi – si registrano delle anomalie, dettate anche dal meccanismo previdenziale che regola il mondo sindacale. L’intervento sulle pensioni dei sindacalisti era inoltre già stato chiesto in passato da Tito Boeri, attuale presidente dell’Inps. Dove non è riuscito il numero uno dell’istituto nazionale della previdenziale riuscirà il capo politico del Movimento?

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Argomenti: Famiglie