Pensioni, quota 100: solo 2 finestre per gli statali per colpa dello spread?

I dipendenti pubblici rischiano di vedersi ridurre le finestre previdenziali da 4 a 2 nel 2019.

di Chiara Lanari, pubblicato il
I dipendenti pubblici rischiano di vedersi ridurre le finestre previdenziali da 4 a 2 nel 2019.

Pensioni, spread, banche, Ue: quattro elementi legati da un filo rosso sempre più visibile agli occhi anche dei non addetti ai lavori. Il Messaggero riporta la notizia secondo cui Tria sarebbe al lavoro per una modifica alla quota 100. Non è più un mistero ormai che a far storcere maggiormente il naso alla Commissione dell’Unione Europea sia stata la riforma pensioni prevista dal governo con l’introduzione della nuova pensione anticipata. Secondo l’Ue, con il superamento della riforma Fornero i conti pubblici italiani rischiano di saltare. Da qui le indiscrezioni sul ministro Tria al lavoro sulla misura previdenziale voluta fortemente dalla Lega Nord di Matteo Salvini.

Quota 100: da 4 a 2 finestre per gli statali

I dipendenti pubblici rischierebbero di vedersi ridurre le finestre previdenziali da 4 a 2 nel 2019. Come riporta l’indiscrezione del Messaggero, il provvedimento scatterebbe soltanto se la situazione di emergenza proseguirà ancora. L’obiettivo in primis è quello di risparmiare sui costi inerenti la riforma della legge Fornero. A questo proposito occorre ricordare come non sono state ancora definite con certezza le regole della nuova pensione anticipata. Se da un lato sembra esserci la certezza del paletto dei 62 anni di età anagrafica, lo stesso non si può dire per quello degli anni contributivi. La formula più pubblicizzata è la 62+38. Non è chiaro invece se 38 anni di contributi resti un paletto necessario per l’accesso a quota 100 anche per chi ha compiuto 63, 64, 65 o 66 anni.

Tutta colpa dello spread

Durante un’intervista rilasciata a Porta a Porta, ospite da Bruno Vespa, il ministro Tria ha dichiarato che uno spread sopra quota 320 sia insostenibile per lo Stato italiano. Il problema evidenziato dall’economista non fa riferimento agli interessi sul debito quanto alle sofferenze del sistema bancario italiano. Intanto cresce l’attesa per la decisione che adotterà l’agenzia di rating Standard and Poor’s nelle prossime ore.

Leggi anche: Pensioni: quota 100 cara? Nel 2019 il governo spenderà di più per un’altra voce previdenziale

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni