Pensioni, quota 100 peggio della riforma Fornero? Cgil lancia l’allarme

Amara la nota di Cgil: la nuova quota 100 rischia di lasciare senza pensione migliaia di lavoratori.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Amara la nota di Cgil: la nuova quota 100 rischia di lasciare senza pensione migliaia di lavoratori.

In una nota diffusa nelle ultime ore, Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, ha espresso tutti i dubbi del sindacato in merito alla riforma previdenziale prevista dal nuovo governo, quota 100. Ghiselli prende come vere le indiscrezioni secondo cui il nuovo sistema previdenziale preveda il paletto anagrafico dei 64 anni di età, con 36 anni di contributi. In realtà, al momento, non è mai arrivata alcuna conferma da parte di Luigi Di Maio, attuale ministro del Lavoro, né da Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, che ha più volte ribadito come l’introduzione di quota 100 entro fine anno darà il via allo smantellamento della legge Fornero.

Si stava meglio prima?

Il M5S e la Lega, le due forze politiche più votate alle ultime elezioni politiche, hanno basato la loro campagna elettorale sull’abolizione/superamento della riforma pensionistica varata durante il governo Monti, intercettando il voto di milioni di persone. La proposta originaria di quota 100 non prevede alcun paletto, lasciando dunque aperta la porta ad un pensionamento all’età di 60 anni con 40 di contributi, oppure a 59 anni con 41 anni di lavoro e così via. Il paletto dei 64 anni di età e 36 di contributi rappresenta dunque una novità anche per gli stessi lavoratori, tra cui inizia a serpeggiare il malcontento.

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La nota della Cgil

Ad incendiare la polemica è la nota diffusa dalla Cgil, che riporta le dichiarazioni di Roberto Ghiselli, secondo cui la nuova quota 100 rischia di lasciare senza pensione migliaia di lavoratori, senza contare la penalizzazione sugli assegni pensionistici per chi andrà in quiescenza con il ricalcolo della pensione attraverso il sistema contributivo. I più penalizzati, sempre stando a quanto affermato da Ghiselli, saranno i giovani precari e le donne, la cui carriera contributiva è spesso discontinua. Per loro sarà difficile raggiungere il paletto dei 36 anni di contributi all’età di 64 anni. Un pensiero che, giorno dopo giorno, sta prendendo piede nei vari gruppi social dedicati al tema pensioni.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana