Pensioni, Quota 100 e Ape sociale: Di Maio e Brambilla indicano il futuro previdenziale

Luigi Di Maio ha parlato di riforma pensioni in termini di emergenza sociale e ha promesso di realizzare quota 100 subito.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Luigi Di Maio ha parlato di riforma pensioni in termini di emergenza sociale e ha promesso di realizzare quota 100 subito.

Dalle parole ai fatti. Il sistema previdenziale italiano è destinato a mutare profondamente a partire dal prossimo anno. Luigi Di Maio e Alberto Brambilla, rispettivamente ministro del Lavoro e presidente di Itinerari Previdenziali (economista dato vicino alla Lega di Matteo Salvini), in recenti interviste hanno presentato il progetto del governo riguardante il superamento della legge Fornero. Da una parte l’introduzione di quota 100, dall’altra il capolinea dell’Ape sociale, misura voluta dal governo Renzi e alimentata dall’esecutivo Gentiloni.

“Riforma pensioni emergenza sociale”

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Luigi Di Maio ha parlato di riforma pensioni in termini di emergenza sociale, visto l’alto numero di cittadini italiani che ogni giorno si lamentano con la classe politica in riferimento all’attuale sistema previdenziale, basato sulla legge Fornero. Il ministro del Lavoro ha promesso di realizzare quota 100 subito, introducendo la nuova misura pensionistica nella Legge di Stabilità che sarà discussa il prossimo autunno in Parlamento, così che possa debuttare fin dal 1° gennaio 2019. Come ampiamente preannunciato dagli organi di stampa in queste settimane, il provvedimento dovrebbe basarsi sul paletto dei 64 anni di età, con 36 di contributi. Non sarà possibile, dunque, chiedere quota 100 con un età inferiore ai 64 anni.

Ape sociale ha le ore contate?

A conti fatti, si tratta di un passo indietro rispetto all’Ape sociale dal punto di vista dell’età anagrafica richiesta per il pensionamento, ma allo stesso tempo un passo in avanti rispetto alla potenziale platea di lavoratori che potrebbero godere della misura. Se, infatti, l’anticipo pensionistico agevolato è disponibile unicamente per le persone addette a lavori gravosi, la quota 100 andrebbe ad interessare tutti i lavoratori indistintamente, a patto di avere 64 anni di età e 36 di contributi.

Ape sociale che, stando alle dichiarazioni di Brambilla al quotidiano La Stampa, avrebbe le ore contate, visto che non sarà rinnovata per il prossimo anno. La cancellazione della misura porterebbe nelle casse dello Stato poco meno di 2 miliardi di euro.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana

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