Pensioni: quota 100 diventa un emendamento per partire prima?

Una delle ipotesi che sta prendendo piede è quella di rendere quota 100 un emendamento alla legge di Bilancio per il 2019.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Una delle ipotesi che sta prendendo piede è quella di rendere quota 100 un emendamento alla legge di Bilancio per il 2019.

Quota 100 è la misura previdenziale presentata a metà ottobre dal governo Movimento 5 Stelle-Lega Nord per superare la riforma Fornero. La nuova pensione anticipata – nell’ordine delle idee dell’esecutivo – è soltanto il primo passo nel disegno di controriforma delle pensioni. Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le indiscrezioni su un possibile rinvio di quota 100, scenario che determinerebbe una beffa colossale per chi entro il 1° gennaio 2019 matura i requisiti anagrafici e contributivi (62 anni di età e 38 di contributi nella forma classica) in modo da ottenere la possibilità di andare in pensione usufruendo della prima finestra disponibile per i dipendenti del settore privato, vale a dire ad aprile.

Quota 100 emendamento alla legge di Bilancio

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, una delle ipotesi che si sta facendo largo in seno alla maggioranza è quella di rendere quota 100 un emendamento alla legge di Bilancio per il 2019, così da rendere più veloce la sua approvazione. L’obiettivo della Lega Nord è di far diventare operativa quota 100 fin dal 1° gennaio 2019, così da consentire il pensionamento anticipato a tutti coloro che potranno beneficiare della prima finestra utile in calendario il prossimo anno, vale a dire quella del mese di aprile per i dipendenti impegnati nel settore privato.

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Quota 100 per gli statali dopo 9 mesi

Come affermato da Il Sole 24 Ore, la prima finestra utile di quota 100 per i dipendenti statali sarà attiva dopo 9 mesi dall’entrata in vigore della nuova riforma pensioni. Questo quanto emergerebbe al termine dell’ultima riunione tecnica sul fronte previdenziale avvenuta nei giorni scorsi, dopo le richieste avanzate dal ministro Bongiorno sulla gestione del turnover. Il posticipo della finestra fino a 9 mesi verrebbe poi seguito dalla reintroduzione dello schema di due finestre mobili semestrali (per i dipendenti pubblici), a fronte delle quattro finestre su cui possono invece contare i lavoratori del settore privato.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana