Pensioni, quota 100 depotenziata: spunta il ricalcolo contributivo, l’arma segreta di Salvini

Pensioni: ipotesi del ricalcolo contributivo dei versamenti dal 1996 in poi, si attendono novità del governo Movimento 5 Stelle-Lega Nord.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Pensioni: ipotesi del ricalcolo contributivo dei versamenti dal 1996 in poi, si attendono novità del governo Movimento 5 Stelle-Lega Nord.

Quota 100 resta al centro dell’agenda pensioni per il governo Movimento 5 Stelle-Lega Nord. Una settimana fa, Matteo Salvini annunciava l’intenzione della Lega di proporre la versione con 62 anni di età e 38 di contributi come paletti minimi per richiedere l’accesso alla pensione, due anni prima cioè rispetto alla formula 64+36 tanto dibattuta quest’estate e che aveva come massimo esponente Alberto Brambilla. Il superamento della legge Fornero però non è a costo zero. Lo sa bene il ministero dell’Economia, che stima in 8 miliardi di euro la spesa da affrontare nel solo 2019 per sostenere l’avvio di quota 100. Ecco, allora, arrivare le prime ipotesi di una misura depotenziata, così da ridurre la spesa complessiva e consentirne l’avvio.

Quota 100 depotenziata

Il Corriere della Sera, in un recente approfondimento, ha rilanciato l’ipotesi del ricalcolo contributivo dei versamenti dal 1996 in poi, quelli che ancora non erano stati toccati dalla riforma Fornero. In linea generale, l’assegno previdenziale subirebbe un taglio tra il 10 e 15 per cento. Su una pensione di 1.000 euro, dunque, la differenza (in negativo) sarebbe dai 100 ai 150 euro. Qualora fosse confermata l’indiscrezione del Corriere della Sera, si tratterebbe di un passo indietro rispetto a quanto viene riportato nel contratto di governo, a cui l’esecutivo Movimento 5 Stelle e Lega Nord fa fede.

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Ipotesi di agganciare quota 100 alla speranza di vita

Oltre al ricalcolo contributivo, il Corriere della Sera ha posto all’attenzione un altro correttivo che andrebbe a depotenziare di fatto la pensione con quota 100. Stando a quanto riportato nell’approfondimento, il governo potrebbe decidere di impedire l’accesso alla prepensionamento qualora si abbiano più di 2 anni di contributi figurativi da conteggiare. Non solo, in cantiere ci sarebbe anche l’ipotesi di agganciare quota 100 alla speranza di vita, nonostante quest’ultima ipotesi appaia difficile da realizzare. Sono giornate molto importanti queste per il tema previdenziale. Infatti, la Lega sta presentando ufficialmente le sue proposte al premier Conte e al Movimento 5 Stelle.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana