Pensioni, privilegi sindacalisti nel mirino di Di Maio: “Interverremo in maniera risoluta”

Di Maio ha promesso di intervenire così da impedire il mantenimento dei privilegi.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Di Maio ha promesso di intervenire così da impedire il mantenimento dei privilegi.

Il tema pensioni continua a tenere banco. Dopo la giornata del bye bye vitalizi, in cui è stato sancito il taglio degli assegni percepiti dagli ex deputati della Camera dei Deputati, Luigi Di Maio apre il fronte sindacalisti. Il vice premier, attuale ministro del Lavoro, ha messo nel mirino le pensioni di chi ha un ruolo attivo nel sindacato. Durante il question time di ieri al Senato (dove si attende il voto sul decreto dignità nei prossimi giorni, dopo il via libera arrivato dalla Camera), il numero uno del Movimento 5 Stelle ha annunciato l’intervento sulle pensioni percepite dai sindacalisti italiani.

Pensioni sindacalisti, Di Maio: “Aumenti anomali”

Le dichiarazioni di Luigi Di Maio nella giornata di ieri mettono in evidenza la volontà del governo gialloverde di intervenire sugli assegni sindacali, per i quali in passato si sono registrati degli “aumenti anomali”, volendo utilizzare le parole pronunciate dal ministro. Il vicepremier grillino ha parlato di conseguenze negative sia per i cittadini che per la finanza pubblica, tirando in ballo il sistema di calcolo di cui si avvalgono una parte di sindacalisti. A preoccupare maggiormente il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico sono quelle figure che non sono inquadrate nel ruolo di dipendenti pubblici. Di Maio ha promesso di intervenire “in maniera risoluta”, così da impedire il mantenimento dei privilegi.

I privilegi indicati da Di Maio

Ma in cosa consistono i privilegi indicati da Luigi Di Maio nel question time al Senato? Ecco le parole del capo politico del M5S: “La peculiarità dell’ordinamento previdenziale per i sindacalisti consente loro di avere una pensione di privilegio incrementando la retribuzione pensionabile negli ultimi anni di servizio”. Fondamentalmente, Di Maio raccoglie l’eredità di Tito Boeri, il primo a chiedere – in tempi non sospetti – la risoluzione di un’anomalia riguardante il mondo sindacale. Il leader pentastellato ha poi aggiunto: “Non sono ammissibili incrementi anomali e cospicui delle retribuzioni di sindacalisti in un così breve lasso di tempo senza che allo stesso tempo si siano verificate variazioni negli incarichi di dirigenza sindacali conferiti”. Novità in arrivo già nelle prossime settimane?

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni

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