Pensioni, OCSE: le donne italiane prendono il 32% in meno. Ma sapete chi sta peggio?

Le donne pensionate in Italia percepirebbero quasi un terzo in meno degli assegni degli uomini. Ma a stare peggio in Europa è un paese insospettabile.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le donne pensionate in Italia percepirebbero quasi un terzo in meno degli assegni degli uomini. Ma a stare peggio in Europa è un paese insospettabile.

Secondo i dati diffusi dall’OCSE, le donne in pensione in Italia sarebbero molto svantaggiate rispetto agli uomini, perché quelle di età superiore ai 65 anni percepirebbero mediamente il 32% in meno dei pensionati maschi della stessa fascia di età. Il dato è negativo, ma non ci pone alle ultime posizioni in classifica, perché a sorpresa spunta che a stare peggio di tutte sarebbero le donne in Germania, dove l’assegno mensile per le pensioni è in media più basso del 45% di quello percepito dagli uomini. Seguono il Lussemburgo (-44%), l’Olanda (-41%) e il Regno Unito (-40%). I paesi più virtuosi, da questo punto di vista, risulterebbero l’Estonia (-5%) e Slovacchia e Danimarca, dove la differenza di trattamento sarebbe inferiore al 10%. Secondo l’Organizzazione con sede a Parigi, tali disuguaglianze sarebbero il risultato di carriere più brevi da parte delle donne, che spesso sono costrette a lavorare part-time per conciliare lavoro e famiglia, ma potrebbero essere anche il frutto di lavori svolti e peggio retribuiti. In sostanza, a causa di queste motivazioni, le donne verserebbero minori contributi previdenziali e si ritroverebbero spesso in vecchiaia senza i requisiti minimi per accedere alla pensione, in ogni caso dovendosi accontentare del trattamento minimo o di altri tipi di assegno. La posizione relativamente non pessima dell’Italia potrebbe essere conseguenza di due elementi da non sottovalutare: l’alta incidenza del pubblico impiego tra la forza lavoro femminile e i trattamenti più o meno generosi che il sistema previdenziale del nostro paese ha sinora garantito anche a chi fosse privo dei requisiti minimi o a chi non disponesse, comunque, di un numero congruo di anni di contribuzione versata. Tutti elementi che avrebbero in parte ripianato le differenze altrimenti abissali tra uomo e donna alla pensione in Italia.   APPROFONDISCI – Riforma pensioni 2015: integrazione contributi e riscatto laurea Pensioni 2014, tutto su anticipata e vecchiaia per donne e uomini

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Argomenti: Economia Italia, Famiglie, Pensioni