Pensioni, minime a 780 euro non convincono: per Brambilla spaccano il sistema

Brambilla contrario alla pensione di cittadinanza, secondo il noto economista italiano, vi è il rischio di spaccare il sistema previdenziale.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Brambilla contrario alla pensione di cittadinanza, secondo il noto economista italiano, vi è il rischio di spaccare il sistema previdenziale.

Il progetto di riforma pensioni allo studio del governo Movimento 5 Stelle e Lega Nord prevede l’introduzione della pensione di cittadinanza a 780 euro, sulla falsa riga del reddito di cittadinanza. Parte delle risorse necessarie per attuare la riforma dovrebbero arrivare dal taglio alle pensioni d’oro voluto dai 5 Stelle, come confermato in più di un’occasione da Luigi Di Maio. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha rilanciato la pensione di cittadinanza nei giorni scorsi, sottolineando come sia parte integrante del piano di governo, così come il taglio dei vitalizi (già realtà alla Camera dei Deputati) e quello annunciato alle pensioni d’oro.

Brambilla contrario alla pensione di cittadinanza

C’è chi però è contrario all’aumento delle pensioni minime fino a 780 euro. Tra i più critici nei confronti della paventa riforma previdenziale vi è Alberto Brambilla, dato vicino alla poltrona dell’Inps per essere un uomo della Lega (lo stesso Brambilla ha comunque smentito di essere il consigliere economico di Matteo Salvini e dunque del Carroccio). Il presidente di Itinerari Previdenziali non ha fatto nulla per nascondere la sua contrarietà nei confronti della proposta del Movimento 5 Stelle di alzare le minime e garantire a tutti una pensione pari a 780 euro, indipendentemente dai contributi versati.

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Rischio di spaccare il sistema

Secondo il noto economista italiano, vi è il rischio di spaccare il sistema. La riflessione a riguardo è stata chiara: “Se fossi un artigiano – ha dichiarato Brambilla dal palco delle giornate del lavoro (Cgil) – un commerciante, un imprenditore, non verserei più, tanto – ha spiegato – se poi devo prendere 780 euro”. Un giudizio dunque estremamente negativo quello rilasciato dal docente in merito alla possibilità di introdurre la pensione di cittadinanza nel corso del 2019 o, al più tardi, tra due anni. Sarà sufficiente la contrarietà manifestata da Brambilla per interrompere il progetto del Movimento 5 Stelle? Ipotesi quantomeno irrealistica ad oggi.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana