Pensioni, le minime aumenteranno a 780 ma prima taglio ai vitalizi e agli assegni d’oro

Una volta chiuso il capitolo vitalizi degli ex parlamentari, sarà la volta del taglio delle pensioni d'oro, si pensa a risparmi per 100 milioni di euro all'anno.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Una volta chiuso il capitolo vitalizi degli ex parlamentari, sarà la volta del taglio delle pensioni d'oro, si pensa a risparmi per 100 milioni di euro all'anno.

Luigi Di Maio rilancia. Il vicepremier, capo politico del Movimento 5 Stelle, è intervenuto alla relazione sul rapporto annuale dell’Inps, presieduta da Tito Boeri, finito nelle ultime ore al centro delle polemiche per via delle sue dichiarazioni in merito alla necessità dei flussi migratori per la tenuta dell’intero sistema previdenziale italiano. Di Maio, per l’occasione, ha affermato che il governo troverà le risorse necessarie per aumentare le pensioni minime a 780 euro, una delle battaglie ideologiche del Movimento durante la campagna elettorale, così come il reddito di cittadinanza.

Sì a pensioni minime a 780 euro

L’obiettivo del ministro del Lavoro è di attuare quanto promesso nei mesi scorsi. Dal reddito di cittadinanza alla pensione di cittadinanza, passando per le pensioni minime, senza dimenticare quota 100 e quota 41, con cui si vuole smantellare la legge Fornero. Nessuna di queste misure però rientrerà nel Decreto Dignità, su cui nelle ultime ore sono piovute numerose critiche da parte degli addetti ai lavori (secondo Confindustria non ci saranno meno precari, ma più disoccupati). Il tema centrale rimane il reperimento delle risorse necessarie per aumentare le pensioni minime, nodo centrale non ancora superato per il momento.

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Prima taglio ai vitalizi e alle pensioni d’oro

La road map del governo è chiara, è stato lo stesso Di Maio a ricordarla nelle ultime ore. In settimana, se non la prossima, vi sarà il disco verde definitivo sulla delibera presentata la settimana scorsa in Ufficio Presidenza dal presidente della Camera Roberto Fico. La scelta di Fico non è stata al momento portata avanti dall’altra camera del Parlamento, il Senato, ma vista l’autonomia delle due camere ciò non rappresenta un problema per l’approvazione della delibera almeno a Montecitorio. Una volta chiuso il capitolo vitalizi degli ex parlamentari, sarà la volta del taglio delle pensioni d’oro, da cui si dovrebbero ottenere risparmi per circa 100 milioni di euro ogni anno.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana

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