Pensioni: ipotesi di rimborso coi BoT, ma sul blocco della rivalutazione si gioca lo scontro nel PD

Governo diviso sul da farsi per i rimborsi ai pensionati della rivalutazione bloccata degli assegni per il biennio 2012-2013. Il PD potrebbe dividersi ancora su un tema così sensibile.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Governo diviso sul da farsi per i rimborsi ai pensionati della rivalutazione bloccata degli assegni per il biennio 2012-2013. Il PD potrebbe dividersi ancora su un tema così sensibile.

La sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il blocco della rivalutazione delle pensioni nel biennio 2012-2013, attuato dall’allora governo Monti, potrebbe fare saltare i nervi dentro al governo Renzi, oltre che il delicato equilibrio dei nostri conti pubblici. Dalle stime preliminari, l’impatto della bocciatura viene valutato in almeno 13 miliardi di euro, ma per la Cgia di Mestre, lo stato potrebbe vedersi costretto a rimborsare ai pensionati 16,6 miliardi di euro, ossia l’1% del pil. Dalla Commissione europea è arrivato un avvertimento preciso a Roma: qualsiasi provvedimento relativo ai rimborsi dovrà essere bilanciato, al fine di salvaguardare la stabilità dei conti pubblici. In altre parole: per ogni euro che il governo italiano dovrà restituire ai pensionati, in seguito alla sentenza della Consulta, ci dovrà essere un euro risparmiato o di tasse in più, in modo da non innalzare il deficit pubblico, sul quale sono state già fatte diverse concessioni da Bruxelles. C’è tensione dentro l’esecutivo, perché i giudici costituzionali potrebbero avere fatto saltare i piani di Palazzo Chigi, che almeno per l’anno prossimo sembrava ottimista sulla possibilità di evitare che scattassero le clausole di salvaguardia, quelle decise con la legge di stabilità di quest’anno, che darebbero vita all’aumento dell’IVA e delle accise sul carburante, nel caso in cui non fossero trovate risorse sufficienti per centrare il target del deficit.

Ipotesi di rimborso pensioni parziale

Il sottosegretario Enrico Zanetti, esponente di Scelta Civica, ieri ha escluso che lo stato possa rimborsare tutti gli assegni bloccati, anche quelli oltre un certo limite, perché ciò sarebbe iniquo nel momento in cui si sono chiesti sacrifici anche ai futuri pensionati. Ma dentro e fuori la maggioranza si è scatenato un putiferio.   APPROFONDISCI – Riforma pensioni: un decreto per fermare i ricorsi dopo la sentenza della Corte   Se è il leghista Matteo Salvini dall’opposizione ad avvertire il governo di mettere giù le mani dalle pensioni, dal PD si respirava aria d’imbarazzo, perché il tema è molto sensibile e siamo ad appena 3 settimane dalle elezioni regionali. Tanto che da Palazzo Chigi è arrivata una precisazione, per cui la posizione del governo è quella espressa dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, al lavoro per trovare un compromesso. Fonti della Consulta, infatti, hanno precisato che la sentenza trova applicazione “automatica”, che non è necessario alcun ricorso da parte dei pensionati, che semmai varrebbe come sollecitazione. Ma dove si trovano 13-16 miliardi? Le ipotesi allo studio sono diverse. Il governo potrebbe assegnare ai pensionati titoli di stato, magari con scadenze diverse, in modo da spalmare l’aggravio in più esercizi. La soluzione non sarebbe immediata e non è detto che sarà accettata politicamente. Si ragiona, poi, anche sulla possibilità di rimborsare solo gli assegni fino a 3 volte l’importo minimo, cosa che non sarebbe in contrasto con la sentenza, ha spiegato il premier Matteo Renzi. Quest’ultima ipotesi dimezzerebbe il salasso per lo stato.   APPROFONDISCI – Blocco pensioni Riforma Fornero: bocciato perchè incostituzionale  

Minoranza PD alza la testa?

Tuttavia, se ciò avvenisse, si prospetterebbero azioni collettive, come la class action, ad opera delle associazioni di categoria, mentre in Parlamento  il dibattito s’infiammerebbe. Il rischio per Renzi è duplice: contabile e politico. O rimborsa tutti, ma compromettendo la tenuta dei conti pubblici e dovendo fare scattare parte delle clausole di salvaguardia, alzando l’IVA e le accise, o effettua rimborsi parziali, ma esponendosi agli attacchi non solo delle opposizioni, bensì di parte della stessa maggioranza, ora che Pippo Civati è uscito dal gruppo del PD al Senato e che la minoranza del partito è in fibrillazione, alla ricerca di materie sensibili su cui concentrare la sua battaglia contro Renzi. I dissidenti dem, infatti, temono che adesso non ci siano più risorse per affrontare il tema degli esodati e della flessibilità in uscita con il raggiungimento di quota 100. A questo punto, quindi, spingerebbero per una ridiscussione complessiva della riforma Fornero, considerata intoccabile, però, dai centristi della maggioranza (Ncd e gli esponenti di Scelta Civica). La minoranza del PD approfitterebbe così della situazione per cercare di imporre la linea politica a Renzi. E quale migliore occasione di quella del rimborso degli assegni pensionistici bloccati?   APPROFONDISCI – Pensioni, è allarme conti dopo la sentenza della Consulta. Il tesoretto di Renzi evapora

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Argomenti: Economia Italia, Governo Renzi