Pensioni e centri per l’impiego, governo atteso dalla prima prova a luglio

Pensioni, riforma dei centri per l'impiego e reddito di cittadinanza: il Governo Conte atteso dalla prima prova.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Pensioni, riforma dei centri per l'impiego e reddito di cittadinanza: il Governo Conte atteso dalla prima prova.

Dopo aver superato brillantemente l’esame del Parlamento con la fiducia dal Senato prima e dalla Camera poi, il governo del professor Giuseppe Conte si appresta al primo test probante davanti agli italiani. Secondo il Sole 24 Ore, il mese di luglio sarà particolarmente intenso per i pensionati. Sono previste novità anche sul fronte immigrazione, a seguito delle dichiarazioni del neo ministro dell’Interno Matteo Salvini sulla spesa pari 5 miliardi di euro all’anno sostenuta dal nostro Paese per l’accoglienza ai migranti. Ma non è tutto, perché il prossimo mese potrebbe essere decisivo anche per la riforma dei centri per l’impiego, la base fondante per l’introduzione nei prossimi mesi del reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del M5S da diversi anni ormai e inserito all’interno del contratto di governo firmato insieme alla Lega Nord.

Capitolo previdenziale

Proroga Opzione Donna e sto all’Ape sociale. Sono questi, stando a quanto riferito da Il Sole 24 Ore, i provvedimenti più probabili qualora l’esecutivo Conte decidesse di muoversi da subito sul fronte previdenziale, rispettando così le promesse fatte agli italiani durante la campagna elettorale e quanto sottoscritto nero su bianco nell’ormai famoso contratto, a cui ha fatto riferimento spesso Conte durante il suo discorso ai senatori e deputati del Parlamento italiano. Opzione Donna dovrebbe essere prorogata fino al 31 dicembre 2018, mentre l’altolà all’anticipo pensionistico agevolato potrebbe essere definitivo. Su quest’ultimo punto, resta da capire se si avrà la volontà di bloccare da subito l’Ape oppure aspettare la scadenza naturale dell’estensione del provvedimento – incluso nella Legge di Stabilità per il 2018, fino al 31 dicembre di quest’anno.

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L’alba del reddito di cittadinanza

Il pre-requisito per l’introduzione del reddito di cittadinanza è rappresentato dall’avvio della riforma dei centri per l’impiego. Complessivamente, hanno calcolato i tecnici del M5S, il costo della riforma (quando entrerà a regime) sarà pari a 2,1 miliardi di euro.

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Argomenti: Economia Italia, Politica, Politica italiana

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