Pensioni, dossier Brambilla su assegni d’oro genera il caos: Di Maio alza la voce

"Se qualcuno non vuole attuare il contratto di governo, lo dica". Luigi Di Maio ha voluto così rispondere alle ultime polemiche.

di Chiara Lanari, pubblicato il

Repubblica ha anticipato in esclusiva il contenuto del dossier redatto da Alberto Brambilla (presidente di Itinerari Previdenziali) sulle pensioni d’oro, in riferimento alla proposta di legge del Movimento 5 Stelle. Già in passato Brambilla – dato come vicino alla Lega (Repubblica lo definisce consigliere di Salvini per la previdenza) – aveva criticato il piano del M5S, ma da quanto emerge dall’approfondimento del noto quotidiano, si tratta dell’attacco più duro da qualche mese a questa parte. Brambilla ha definito iniquo e arbitrario il taglio paventato dai 5 Stelle, ritenendolo incostituzionale e irrealizzabile.

Proposta contributo di solidarietà di tre anni

La sua proposta (anche quella della Lega?) ha per oggetto l’introduzione del contributo di solidarietà della durata di tre anni, in proporzione all’importo della pensione. Si va da un contributo di pochi euro al mese per gli assegni più bassi, a cifre più consistenti per chi invece riceve un assegno previdenziale più alto. Il contributo di solidarietà è stato invocato nel recente passato anche da Cesare Damiano (Pd), il quale nei giorni scorsi è intervenuto sul tema pensioni d’oro chiedendo al Movimento 5 Stelle quale delle due proposte (Di Maio – Francesco D’Uva) fosse quella rappresentativa della volontà pentastellata.

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La risposta di Di Maio

Durante la sua visita istituzionale in Egitto, Luigi Di Maio ha voluto rispondere alle polemiche delle ultime ore, senza però mai citare in prima persona Alberto Brambilla. Il ministro del Lavoro ha affermato: “Se qualcuno non vuole attuare il contratto di governo, lo dica”. Agli addetti ai lavori è apparso da subito chiaro il collegamento con il dossier previdenziale redatto da Alberto Brambilla. Quasi immediata la replica da parte della Lega Nord, sentitasi chiamata in causa sulla vicenda, avendo firmato insieme al Movimento 5 Stelle il contratto di governo. La risposta è affidata a Claudio Borghi: “Non mi risulta ci sia nessuno contrario al taglio delle pensioni da 5 mila euro, come previsto dal contratto di governo”.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana