Pensioni d’oro, taglio sopra 4.500 euro: cosa prevede l’accordo M5S-Lega

Il taglio agli assegni più alti contribuiranno a finanziare l'aumento delle pensioni minime dal 2019.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Il taglio agli assegni più alti contribuiranno a finanziare l'aumento delle pensioni minime dal 2019.

La quadra sul taglio alle pensioni d’oro potrebbe essere stato trovato a quota 4.500 euro. Non più 4.000 euro, come paventato nelle settimane precedenti dal Movimento 5 Stelle, ma neanche i 5.000 euro riportati nel contratto di governo firmato sia dai 5 Stelle che la Lega Nord. Il taglio agli assegni più alti contribuiranno a finanziare l’aumento delle pensioni minime a partire dal prossimo anno. La proposta delle due forze politiche sarà discussa nell’ultima settimana del mese di settembre in Commissione alla Camera, per poi passare al vaglio delle due Camere. Sulla carta, non dovrebbero esserci difficoltà nel fare passare il provvedimento.

Taglio pensioni d’oro sopra i 4.500 euro

Il testo di legge sul taglio alle pensioni d’oro prevede il ricalcolo mediante il sistema contributivo della quota retributiva degli assegni previdenziali di importo pari o superiore a 90 mila euro lordi. In estate, invece, era stata presa come riferimento la soglia di 80 mila euro (sempre lordi). I firmatari della proposta di legge sono Francesco D’Uva (Movimento 5 Stelle) e Riccardo Molinari (Lega Nord), i quali hanno sostenuto come “nel settore pensionistico fosse necessario un correttivo improntato a ragioni solidaristiche e di equità sociale”.

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Chi saranno gli esclusi

Dal taglio saranno esclusi i superstiti di vittime di azioni terroristiche o del dovere, gli invalidi e gli inabili. Al contrario, verrà risolta la disparità di trattamento esistente oggi tra i lavoratori appartenenti alle organizzazioni sindacali e il resto delle persone occupate.

Contestualmente al ricalcolo della quota retributiva delle pensioni d’oro con il sistema contributivo, il Governo istituirà un Fondo di risparmio, a cui saranno destinate le risorse che l’esecutivo riuscirà ad attingere dal taglio agli assegni previdenziali più alti. Tali risorse, poi, verranno impiegate nel finanziare la pensione di cittadinanza, misura contenuta nel contratto di governo e che promette di portare le attuali pensioni minime di 450 euro a un importo di 780 euro.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni, Politica, Politica italiana