Pensioni, aumenti in arrivo per tutti: le nuove cifre dal 1° gennaio 2019

Dal 2019 entreranno in vigore le nuove regole sulla rivalutazione dei trattamenti previdenziali, ecco gli aumenti.

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Dal 2019 entreranno in vigore le nuove regole sulla rivalutazione dei trattamenti previdenziali, ecco gli aumenti.

Dal 1° gennaio 2019 i pensionati italiani riceveranno una gradita sorpresa all’interno dell’assegno previdenziale. Infatti, a partire dal prossimo anno, entreranno in vigore le nuove regole sulla rivalutazione dei trattamenti previdenziali, secondo quanto previsto dalla legge 174/2013. Si tratta di un’ottima notizia, che va ad aggiungersi a quella del sempre più probabile superamento della legge Fornero, qualora dovesse andare in porto il governo politico a guida M5S-Lega Nord. Tra le altre cose, è prevista l’introduzione della quota 100, vale a dire il meccanismo con cui un lavoratore andrebbe in pensione con un età minima di 64 anni di età e 36 anni di contributi. Tre anni in meno, dunque, rispetto ai 67 anni di età previsti proprio a partire dal prossimo anno come nuova età limite per la pensione di vecchiaia.

Gli aumenti previsti a partire dal 1° gennaio 2019

In un approfondimento dell’agenzia Adnkronos sono stati riportati tutti i nuovi aumenti in base all’importo delle pensioni che saranno corrisposti dal 1° gennaio 2019 in base alle nuove regole di rivalutazione previste dalla già citata legge 174/2013. A seguire ecco la tabella aggiornata all’anno 2019:

  • Rivalutazione al 100% per pensioni inferiori a 3 volte il trattamento minimo
  • Rivalutazione al 90% per pensioni comprese tra 3 e 5 volte il trattamento minimo
  • Rivalutazione al 75% per pensioni superiori a 5 volte il trattamento minimo

Ricapitolando, sono previste 3 fasce, che vanno dalle pensioni inferiori a 3 volte il trattamento minimo a quelle invece superiori a 5 volte.

Fino al 31 dicembre 2018, invece, le fasce sono 6 con queste percentuali:

  • 100%: importo inferiore a 3 volte il trattamento minimo
  • 95%: se l’importo è compreso tra 3 e 4 volte il trattamento minimo
  • 75%: importo compreso tra 4 e 5 volte il trattamento minimo
  • 50%: importo compreso tra 5 e 6 volte il trattamento minimo
  • 45%: importo superiore a 6 volte il trattamento minimo

A conti fatti resta uguale soltanto la rivalutazione piena per gli importi delle pensioni inferiori a 3 volte il trattamento minimo. Aumenta, invece, la rivalutazione per le altre due fasce. Ciò significa che chi riceve oggi un assegno previdenziale più alto avrà un aumento maggiore rispetto a chi invece già oggi spetta la rivalutazione massima.

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