Pensione anticipata 2021 per i nati nel 1959 con il contributivo puro?

Come lasciare il lavoro prima dei 67 anni e calcolo dell'assegno. Vediamo il caso di un lettore nato nel 1959.

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Andare in pensione nel 2021

Sono un lavoratore dipendente con reddito annuo di 40.000 euro. Nato a marzo del 1959 e con data di assunzione 01/12/1987. Ho intenzione di riscattare 4 anni di laurea magistrale con il contributivo light e ritirarmi dal 01/12/2021. Quanto percepirei passando con il contributivo puro, sapendo che ho accumulato un montante contributivo di 380 mila euro?

Come andare in pensione a 64 anni senza quota 100, ecco i requisiti

Il lettore ha oggi 61 anni e 7 mesi, ma vorrebbe andare in pensione dal dicembre dell’anno prossimo, quando avrà 62 anni e 9 mesi. Desidera farlo con il metodo contributivo, ma rispondiamo subito che ciò non gli sarà possibile, a legislazione vigente, perché occorrono quattro requisiti:

  • almeno 64 anni di età alla data del pensionamento
  • almeno 20 anni di contributi maturati
  • primo contributo versato successivamente alla data del 31 dicembre 1995
  • assegno mensile pari ad almeno 2,8 volte quello sociale

 

Il nostro lettore non possiede già il requisito anagrafico, per cui non gli sarà possibile andare in pensione anticipata già dall’anno prossimo, almeno non attraverso il contributivo. Invece, avrebbe modo di uscire dal lavoro con quota 100. Nel dicembre 2021, infatti, avrebbe 62 anni e 9 mesi di età e complessivamente 38 anni di contributi, a meno che nella sua carriera lavorativa non vi siano “buchi” non dichiarati nell’email che ci ha inviato. I 4 anni di laurea riscattati sono validi, infatti, ai fini del calcolo dei contributi per quota 100.

Calcolo dell’assegno

Le altre alternative non sarebbero disponibili: Ape Social è rivolta a chi svolge lavori gravosi e, in ogni caso, occorrono almeno 63 anni di età. La pensione anticipata richiede almeno 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini. Insomma, solo quota 100 sembra essere la soluzione per i nati nel 1959 e con 38 anni di contributi.

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E l’assegno? Per determinarlo, bisogna partire dal montante e applicarvi il coefficiente di trasformazione, legato all’età del pensionamento. Per un lavoratore che va in quiescenza a 62 anni e 9 mesi, esso sarà nel 2021 del 4,875% (calcolo approssimativo). Applichiamolo ai 450 mila euro dei contributi già versati e rivalutati (stiamo includendo i circa 70 mila euro del riscatto per la laurea ancora da effettuare) e otteniamo un importo mensile di circa 1.820 euro per 12 mesi all’anno. In realtà, l’assegno dovrebbe risultare un po’ superiore, perché da qui al pensionamento verranno versati ulteriori contributi e sarà effettuata dall’Inps la rivalutazione di quelli versati al 31 dicembre 2019.

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