Il Patto Marciano e le banche quali mitigatrici del rischio nell’insolvenza dei debiti

Il Patto Marciano, introdotto con il Decreto Banche, modifica la disciplina sui mutui per il caso di mancato pagamento delle rate.

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Il Patto Marciano, introdotto con il Decreto Banche, modifica la disciplina sui mutui per il caso di mancato pagamento delle rate.

Grandi novità per i creditori e i debitori grazie al recente Decreto Banche e, nello specifico, grazie al Patto Marciano, che diminuirà i tempi legati al recupero crediti addirittura di tre anni. Prima del Decreto, infatti, vigeva il cosiddetto Patto Commissorio, attraverso cui in mancanza del pagamento del credito prefissato tra le due parti, il creditore diveniva automaticamente proprietario dei beni immobili del debitore, avendo così la possibilità di rivenderlo, cederlo a terzi o avviare procedure atte a fargli recuperare il debito.

Il Patto Commissorio, però, è nullo in base a quanto previsto dal Codice Civile, che evita qualsiasi vantaggio ingiustificato del creditore sul debitore. Ed ecco, così, che entrano in scena le Banche quali mitigatrici del rischio: con il Patto Marciano, infatti, si dà la possibilità agli istituti di entrare in possesso dell’immobile posto in garanzia di un credito dopo soli 8 mesi, a fronte dei 40 attualmente richiesti per le esecuzioni immobiliari. La differenza tra il Patto Commissorio e il Patto Marciano è che, in caso di inadempimento, il creditore potrà sì acquisire un bene di proprietà del debitore, ma dovrà versargli l’eventuale differenza tra importo del credito ed effettivo valore. Un aspetto che modifica anche il lavoro di società come Invenium, da vent’anni leader tra le società di recupero crediti a Milano, in Europa e nel mondo, che vedranno semplificarsi l’ostico lavoro legato alla riappropriazione dell’importo per i propri clienti creditori.

Inoltre, sarà la banca finanziatrice a pignorare l’immobile in questione e, in caso di inadempimento del debito, a procedere con il trasferimento all’impresa finanziata, assicurando così gli stessi diritti tanto al creditore quanto al debitore. L’immobile, però, non deve essere l’abitazione principale del proprietario, né quello di parenti affini, entro il terzo grado. Per quanto riguarda i contratti di finanziamento già stipulati, il Patto Marciano ha un impatto anche su di essi, in quanto entrambe le parti possono trovare utile rinegoziare il contratto di finanziamento, così che il fase di rinegoziazione possa essere introdotto il Patto Marciano.

In questo modo, il debitore ne avrà un beneficio in termini di costo e durata del finanziamento, mentre il creditore aumenterà le probabilità di recuperare il prestito.

 

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