Patente di guida a costi salatissimi, ecco perché per i neopatentati sarà un salasso

IVA al 22% sulla patente di guida e retroattivamente dal 2015. Le autoscuole rischiano di chiudere e a rimetterci saranno quasi certamente i neopatentati. Si prevede l'esplosione dei costi.

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IVA al 22% sulla patente di guida e retroattivamente dal 2015. Le autoscuole rischiano di chiudere e a rimetterci saranno quasi certamente i neopatentati. Si prevede l'esplosione dei costi.

Una sentenza della Corte di Giustizia UE sta creando scompiglio e apprensione tra le migliaia di autoscuole italiane, e non solo. Su richiesta di chiarimento dell’amministrazione finanziaria tedesca, i giudici europei hanno stabilito che le lezioni di scuola guida non rientrano tra “l’insegnamento scolastico e universitario” esente dal pagamento dell’IVA.

Pertanto, su di esse dovranno applicarsi le aliquote ordinarie, che nel caso dell’Italia corrisponde a una stangata del 22%. Non è tutto, perché per un’interpretazione rigida della sentenza, l’Agenzia delle Entrate sarà costretta a chiedere alle scuole guida anche gli arretrati sulle patenti rilasciate dall’1 gennaio 2015.

Tassa sulla patente al 22%: di che cosa si tratta

La retroattività della mancata esenzione costituisce la principale preoccupazione per i titolari delle scuole. Come si potrà realisticamente provvedere al pagamento di cifre per complessive centinaia di milioni di euro, tenuto conto che nel frattempo risulterebbero essere state conseguite 3,8 milioni di patenti? Le scuole guida avrebbero tre alternative: contattare tutti i clienti di questi anni e sollecitare loro il pagamento dell’IVA al 22%; pagare di tasca propria; chiudere. E per molti sarebbe quest’ultimo lo scenario più realistico. Chi mai può pensare, infatti, che centinaia o migliaia di persone possano essere contattate agevolmente e magari convinte a sborsare qualche centinaio di euro? E come si può anche solo ipotizzare che tali scuole si accollino i suddetti costi a carico dei clienti, che ammonterebbero anche a decine di migliaia di euro per ciascuna di essa?

Rischio salasso per neopatentati

Nell’impossibilità pratica di riscuotere il dovuto, se non parzialmente e magari da parte dei neopatentati più freschi e facili da contattare, verosimile ipotizzare che le autoscuole si rifaranno scaricando i costi extra sui futuri neopatentati. In pratica, questi saranno chiamati a pagare non solo l’IVA al 22% non prevista fino a qualche giorno fa, ma ad accollarsi di fatto anche i maggiori costi sostenuti dalle scuole e relativi alle vecchie patenti rilasciate. Anche solo il sogno di un’auto rischia di diventare un lusso, quando già oggi tra caro-carburante, bollo, assicurazione, costo di acquisto, manutenzione e revisione, ogni anno si spende parte consistente del proprio reddito per il “lusso” di guidare.

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Il governo giallorosso appena insediatosi effettivamente non c’entra nulla con la sentenza europea, ma appare stucchevole che non stia intervenendo con apposito decreto per sospendere transitoriamente i pagamenti retroattivi, almeno per il tempo di fare mente locale su come superare le criticità lamentate giustamente dagli operatori del settore. La verità è che, per quanto risibili sul piano macro, le entrate extra derivanti dalla stangata inattesa fanno comodo e convogliano in quel calderone del gettito fiscale, dal quale si attinge per ottemperare all’infinita lista della spesa. Speriamo che la palese iniquità e la gravità della situazione inducano il legislatore ad adottare i provvedimenti idonei ad evitare che le autoscuole falliscano in massa e che i ragazzi debbano dissanguarsi per prendere la patente, tenuto conto che generalmente parliamo di studenti e inoccupati, persone con scarse disponibilità finanziarie proprie, dipendendo essenzialmente dalle famiglie.

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