Passera spinge il centro-destra, intercettazioni su Renzi in estate?

Corrado Passera appoggia il candidato del centro-destra a Milano. Il PD annaspa tra varie difficoltà, ma la debolezza del premier potrebbe aggravarsi in estate. In arrivo nuove intercettazioni.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Corrado Passera appoggia il candidato del centro-destra a Milano. Il PD annaspa tra varie difficoltà, ma la debolezza del premier potrebbe aggravarsi in estate. In arrivo nuove intercettazioni.

L’ex ministro del governo Monti, Corrado Passera, ha voluto attendere il fine settimana per annunciare il suo ritiro dalla corsa per sindaco di Milano, dopo che i sondaggi lo davano tra il 5% e il 10%, praticamente senza speranze di accedere a un eventuale ballottaggio. L’ex ministro e banchiere ha al contempo annunciato anche l’appoggio al candidato del centro-destra, Stefano Parisi, dicendosi molto impegnato perché questi diventi primo cittadino meneghino. Il colpo di scena è di quelli in grado di ribaltare le sorti elettorali. Fino a qualche settimana fa, il candidato del centro-sinistra, Giuseppe Sala, forte del successo dell’Expo, di cui è stato commissario, sembrava sicuro vincente, mentre oggi i sondaggi fotografano una situazione “too close to call”, ovvero di estrema vicinanza nei consensi con Parisi. E se davvero Passera porterà a quest’ultimo in dote il suo 5-6%, sarebbe teoricamente già sorpasso.

Sondaggi elezioni, Renzi trema

In realtà, l’appoggio di Passera al candidato di Silvio Berlusconi assume un significato ben più ampio di quello locale. L’uomo, che da mesi punta a ricostruire il centro-destra su posizioni liberali in economia e lontano dalle invettive populiste, potrebbe diventare un volto spendibile per le elezioni politiche, quando vi saranno. Al momento, non sarebbe forse in grado di smuovere consensi sul piano nazionale, ma una coalizione guidata dall’ex ministro dello Sviluppo del governo Monti non potrebbe più essere tacciata di essere impresentabile e godrebbe di svariati appoggi tra l’establishment italiano e internazionale. Ma limitandoci per ora a guardare a quanto accadrà alle elezioni amministrative di giugno, si coglie il senso del rischio che corre il premier Matteo Renzi. Fino a pochi giorni fa, tra le grandi città chiamate al voto, solo Milano era considerata per il PD più alla portata per la vittoria. Adesso, nemmeno il capoluogo lombardo è scontato e, cosa ancora più preoccupante per il governo, a Roma il centro-destra potrebbe ridurre il numero dei suoi candidati, come segnalano i diversi messaggi cifrati tra di loro. Giorgia Meloni si appella direttamente a Berlusconi e al suo Guido Bertolaso per correre uniti, mentre l’ex capo della Protezione Civile strizza l’occhio ad Alfio Marchini. Non ultimo, Francesco Storace potrebbe alla fine ritirarsi per appoggiare Bertolaso, sempre che questi resti in corsa, cosa sempre meno probabile, dati i sondaggi deludenti.    

Intercettazioni su Renzi in estate, lo annuncia il Corriere

Se questo sgangherato centro-destra riuscisse a trovare un minimo di unità anche nella Capitale, le chance di accedere al ballottaggio e di battersi per il Campidoglio contro la grillina Virginia Raggi sarebbero elevate. Il PD non toccherebbe palla con Roberto Giachetti, che pure ancora sarebbe secondo per consensi, stando alle rilevazioni. Renzi non potrà perdere Roma, Milano e Napoli (quest’ultima dovrebbe rimanere nelle mani di Luigi De Magistris), sarebbe una catastrofe, poi, se perdesse anche in un’altra città come Torino o Bologna. Anche perché un indebolimento del governo potrebbe portare alla rottura delle dighe di contenimento degli assalti mediatico-giudiziari a Palazzo Chigi. L’editorialista de Il Corriere della Sera, Paolo Mieli, intervenendo a una trasmissione su La7, sabato ha anticipato che in estate vi sarebbe in programma una stagione bollente per il capo dell’esecutivo, perché starebbero uscendo intercettazioni che lo riguardano. La spia delle difficoltà sta anche negli annunci di taglio delle tasse e di aumento degli assegni previdenziali minimi, che sempre con maggiore frequenza vengono pronunciati dal premier nelle ultime settimane, consapevole che non solo sarebbe finita la luna di miele con gli italiani, ma anche con quei “poteri forti”, che lo avevano strabenedetto per quasi un paio di anni.  

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Argomenti: Politica