Pasqua austera: crollo vendite di uova e colombe

Giù le vendite dei tradizionali prodotti dolciari italiani, ma anche quelle di vacanze e pranzi pasquali. La pressione fiscale sta mettendo a dura prova la capacità di spesa delle famiglie anche il giorno della risurrezione

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Giù le vendite dei tradizionali prodotti dolciari italiani, ma anche quelle di vacanze e pranzi pasquali. La pressione fiscale sta mettendo a dura prova la capacità di spesa delle famiglie anche il giorno della risurrezione

Pasqua senza uova e colombe quest’anno. L’erosione del risparmio delle famiglie italiane sotto il peso di una pressione fiscale fra le più alte al mondo, non si percepisce solo nella mancanza di sottoscrittori di Bot e azioni, ma anche nell’acquisto di uova e colombe pasquali. Due famiglie su dieci vi hanno infatti rinunciato quest’anno, ma già l’anno scorso si era avvertito un sensibile calo. E’ quanto rende noto il Codacons, che registra un calo record nell’acquisto dei classici prodotti dolciari natalizi pari al 17%. Il crollo  – spiega l’associazione dei consumatori –  è dovuto essenzialmente alla diminuzione del potere di acquisto per i nuclei familiari e ai rincari generalizzati dei prodotti, compresi tra il 6 e l’8%, rispetto al 2012, proprio per gli alimenti dolciari tipici della Pasqua. Un allarme che è stato condiviso anche dalla Confartigianato che nella regione Toscana, martoriata dalla recente vicenda del Monte dei Paschi di Siena, ha registrato vendite i calo del 16% rispetto allo scorso anno. Nonostante la stabilità dei prezzi (tra i 24 e i 30 euro/kg per le colombe e tra i 42 e i 77 per le uova di cioccolato) fortemente voluta dal comparto artigiano a fronte dell’aumento dei costi di produzione (+1,3% del costo dei trasporti e +4,2% di quello dell’energia) – spiega ancora Confartigianato – le vendite di uova e colombe è calata sorprendentemente mettendo in crisi la produzione enogastronomica artigianale e industriale della regione.   Troppe tasse frenano gli acquisti e mettono in difficoltà i produttori tasse   Tutta colpa delle tasse che stanno incidendo in maniera molto pesante sul potere d’acquisto delle famiglie italiane, costrette a rinunciare ai piaceri di una tradizione classica e a cambiare abitudini e stili di vita. Confartigianato punta in particolare il dito contro il governo Monti e la burocrazia, incapace di sostenere le piccole e medie imprese artigiane e commerciali, strozzate ormai da troppo tempo da dal fisco, dall’Irap, dall’Iva e dall’aumento dei costi di produzione. La confederazione ritiene che, in questo momento di crisi, sia importante sostenere e incentivare la piccola e media imprenditoria: aziende artigianali e commerciali che costituiscono la spina dorsale dell’economia italiana. Una scelta, inoltre, a tutto vantaggio dei consumatori cui la produzione dolciaria artigianale è in grado di offrire una qualità impensabile per la grande distribuzione. A fronte di queste difficoltà a cui il governo non ha saputo dare risposta, molte aziende hanno chiuso i battenti nel 2012 e altre si apprestano a farlo spostandosi all’estero, nella vicina Svizzera, dove l’incidenza della pressione fiscale non è asfissiante come in Italia.   In crisi anche il settore turistico e alberghiero che crolla del 14%   partenze Ma la crisi morde ancor di più sulle vacanze. La gran parte degli italiani passerà la Pasqua a casa per mancanza di soldi. Soltanto 8,2 milioni di connazionali (9,5 milioni nel 2012) dormirà almeno una notte fuori casa, facendo segnare un -14,1%. Calo a due cifre anche per il giro d’affari, che passa da 3,13 a 2,59 mld (-17%). Lo rivela Federalberghi, secondo cui c’è il rischio che l’economia turistica torni ai livelli del Dopoguerra. Chi parte preferirà l’Italia (88%) e il mare (34%), seguito dalle città d’arte (25,5%). “Migliaia di alberghi rischiano di chiudere”, è l’allarme lanciato dal presidente di Federalberghi, Bocca, che parla di “crisi epocale”. Gli italiani tuttavia, pur effettuando sensibili tagli agli acquisti alimentari, non rinunceranno al classico pranzo di Pasqua in famiglia, e la spesa complessiva per la tavola pasquale sarà di circa 1 miliardo di euro. Cifra che non si discosterà da quella fatta registrare lo scorso anno. Secondo le stime della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, il menù casalingo costerà intorno ai 20 euro a persona, con una spesa familiare che si aggirerà sugli 80 euro

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Argomenti: Economia Italia