Pasqua 2016: meno uova a tavola, boom di partenze verso gli agriturismi

La Pasqua 2016 degli italiani sarà un po' meno tradizionale, anche se le partenze crescono e negli agriturismi dovrebbe registrarsi un boom.

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La Pasqua 2016 degli italiani sarà un po' meno tradizionale, anche se le partenze crescono e negli agriturismi dovrebbe registrarsi un boom.

Saranno 9,7 milioni gli italiani, che si metteranno in marcia in questo lungo weekend di Pasqua. Le stime sono di Federalberghi, che prevedono così una crescita delle partenze del 7,1% rispetto allo scorso anno. Il 29% dei vacanzieri avrebbe scelto località marine, in lieve flessione dal 31% del 2015, ma si consideri che la festività quest’anno cade alta e il clima non è ancora il più ideale per rilassarsi in spiaggia. Le località d’arte attireranno il 28% dei turisti, in crescita dal 26%, la montagna il 23% (dal 24%) e le località termali un residuo 3% (stabile). Altra buona notizia è data dal fatto che solo l’8% di chi ha scelto di partire si recherà all’estero, mentre il 92% resterà in Italia. Poche, però, le disdette dopo gli attacchi terroristici a Bruxelles, anche se va detto che probabilmente erano state basse già prima le prenotazioni nelle capitali a rischio, come dimostrerebbe il crollo delle visite a Parigi dopo gli attentati del novembre scorso. In media, il pernottamento fuori casa sarà di 3,5 notti, mentre il giro di affari è atteso in crescita del 4,5% a 3,22 miliardi. Ma in Italia non è Pasqua senza che si apparecchi bene la tavola. E qui si riscontrano diverse sorprese. La prima è che il 35% degli italiani farà a meno di uova e colombe, che pure sono alla base della nostra tradizione. La crisi di questi consumi è stimata in un calo del 3% rispetto allo scorso anno, anche se viene compensata dal boom (+14%) dei dolci fatti in casa.      

Acquisti Pasqua a tavola in calo, boom presenze agriturismi

I dati sono della Cia-Agricoltori italiani, che addebita la riduzione di questi acquisti tipici all’aumento medio dei prezzi dell’1-2% su base annua.

Lo dimostrerebbe il fatto che solamente il 22% degli italiani sceglierebbe prodotti artigianali, mentre il 43% opta per quelli vendute presso le catene della Grande distribuzione organizzata. In tutto, dovrebbero essere vendute 30 milioni di uova di Pasqua e 26 milioni di colombe. La spesa complessiva per la domenica è stimata sul miliardo, stabile rispetto al 2015, ma la Cia prevede una percentuale di partenze più elevate di quella attesa da Federalberghi, intorno al 15%. Il dato più importante riguarderebbe l’impennata di presenze presso gli agriturismi, dove crescerebbero del 20% a 300.000 unità. Dunque, non si spengono gli effetti della crisi, come segnala l’occhio attento al portafoglio delle famiglie. A Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi? Così vorrebbe la proverbiale tradizione italica, ma con le tasche ancora semi-vuote, in tanti preferiscono ancora bissare le vacanze in famiglia, dopo quelle di dicembre.  

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