Parlamentari a libro paga delle multinazionali. Le Iene sollevano lo scandalo

Il presidente del Senato Grasso invita chi sa a denunciare e a fare nomi e cognomi: pronta una nuova legge anticorruzione? Le Iene ci svelano “il prezzo” dei nostri onorevoli

di , pubblicato il
Il presidente del Senato Grasso invita chi sa a denunciare e a fare nomi e cognomi: pronta una nuova legge anticorruzione? Le Iene ci svelano “il prezzo” dei nostri onorevoli

Tra i servi andati in onda ieri sera nella puntata de Le Iene ha destato particolare sdegno l’inchiesta di Filippo Roma sui parlamentari corrotti dalle multinazionali interessate ad ottenere leggi a proprio vantaggio. A denunciare questa pratica al programma tv è un assistente di un senatore che però non vuole essere riconosciuto. Particolarmente attive sarebbero le lobby del tabacco, del gioco d’azzardo e della sanità. Il pensiero va alla recente introduzione (3 dicembre 2012) nel gambling italiano delle slot machine online, un business che, secondo le stime di AAMS, vale circa 268 milioni di euro l’anno. E proprio le Iene avevano posto l’accento sui rischi del gioco d’azzardo, e in particolare delle slot (non solo online ma anche terrestri), per lo sviluppo di fenomeni di ludopatia. L’uomo, di spalle e coperto da parrucca e cappello, descrive una pratica che non ha carattere di eccezione: ogni mese i rappresentanti delle grandi aziende coinvolte visitano Camera e Senato per consegnare agli assistenti di deputati e senatori buste con denaro per “far sì che quando ci sono degli emendamenti da votare, i senatori e gli onorevoli li votino a favore della categoria che paga”.  

La corruzione è di destra o di sinistra? Il tariffario degli onorevoli

Per dimostrare quanto sia diffusa la pratica illegale, l’uomo accenna ad un tariffario predeterminato: il “prezzo” del politico da corrompere varia in base al suo prestigio e al suo potere di influenza. Si arriva anche a 5 mila euro. Una corruzione che, secondo quanto testimoniato a Le Iene, non conosce colore politico: “Per quanto riguarda le sale Bingo, si sono formati due gruppi, partecipati sia da uomini del centro sinistra che da uomini del centro destra. I due gruppi fanno capo ad ex ministri del centro sinistra“.

  E non è un caso che, all’inizio di ogni legislatura, ci sia la gara per accaparrarsi le Commissioni più “proficue” ovvero quelle in cui sono presenti queste lobby.

Piero Grasso chiede nomi e cognomi: basta omertà

Ancora prima che il servizio sui parlamentari corrotti dalle lobby andasse in onda, il presidente del Senato, Piero Grasso, aveva già commentato la notizia divulgata dalle anticipazioni giornalistiche: “Chi sa qualcosa sui parlamentari pagati farebbe bene a denunciare questi comportamenti gravissimi”. Purtroppo senza una denuncia regolare e non diretta ad ignoti non è facile, per quello che è l’iter processuale in Italia, procedere all’accertamento della verità. Per questo il Presidente del Senato ha ribadito: “Spero che gli autori del servizio e il cittadino informato di fatti così gravi provvedano senza indugio a fare una regolare denuncia alla Procura, in modo da poter accertare natura e gravità dei fatti contestati” Lui stesso, in qualità di ex procuratore antimafia, ha dichiarato l’intenzione di adoperarsi da subito e in prima persona “per fornire agli inquirenti nel più breve tempo tutte le informazioni che riterranno utili alle indagini“.

Voto di scambio: pronta nuova legge?

Grasso conferma la volontà di irrigidire le pene per i parlamentari corrotti: “Per quanto mi riguarda-ha dichiarato- ho dimostrato di considerare la lotta alla corruzione un’assoluta emergenza depositando, il mio primo giorno da senatore, un ddl con Disposizioni in materia di corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio, che martedì sarà preso in esame dalla Commissione Giustizia del Senato. Spero che divenga presto legge dello Stato, e che si possa cogliere l’occasione per introdurre nel testo un reato specifico per il traffico di influenze illecite nell’attività parlamentare che renda più facile punire i comportamenti denunciati dal servizio televisivo”.

Argomenti: