Parli tedesco? Risparmi di più, lo dice una ricerca

Tedeschi popolo di risparmiatori? Secondo uno studio pubblicato dalla BCE, mostrerebbero una differenza di approccio alla finanza personale. E ciò spiegherebbe le risse di questi anni sulla crisi del debito nell'Eurozona.

di , pubblicato il
Tedeschi popolo di risparmiatori? Secondo uno studio pubblicato dalla BCE, mostrerebbero una differenza di approccio alla finanza personale. E ciò spiegherebbe le risse di questi anni sulla crisi del debito nell'Eurozona.

Fare debiti o risparmiare è un fatto culturale? In altre parole, ci chiediamo se le decisioni di natura finanziaria siano in un qualche modo dipendenti da fattori di tipo culturale. Se l’è chiesto anche Benjamin Guin, che ha da poco pubblicato i risultati di un suo working paper sulla Svizzera, che per le sue peculiarità si è prestata benissimo a fungere da laboratorio per lo studio dei comportamenti finanziari.

Nel paese alpino si parlano principalmente due lingue: tedesco e francese. Esistono, in verità, altre due lingue, ovvero l’italiano e quella romancia.

Lo studio ha preso in considerazione un gruppo di famiglie, suddivise in base alla lingua parlata, considerando quest’ultima una proxy per rappresentarne la cultura. Da un lato sono stati studiati i comportamenti finanziari delle famiglie di lingua tedesca, dall’altro quelli delle famiglie di lingua francese, tenendo presente entrambi i gruppi in un’area di 50 chilometri a ridosso tra cantoni di lingua diversa, in modo da tracciare le abitudini finanziarie sia delle minoranze francesi nei cantoni a maggioranza tedesca, sia delle minoranze tedesche nei cantoni a maggioranza francese. (Leggi anche: Germania contro Draghi: espropria risparmio tedesco)

Chi parla tedesco risparmia di più

I risultati dello studio sono apparsi stupefacenti: l’11% in più delle famiglie che parlano tedesco come lingua principale risparmierebbe rispetto a quelle che parla principalmente francese. Nel complesso, le prime mettono da parte mediamente il 13,2% del loro reddito, le seconde il 10,5%.

Ma da cosa potrebbe dipendere questa differenza tra i due gruppi linguistici in rapporto alla gestione del denaro? La prima ipotesi è che vi sia un diverso grado di impazienza. I francesi sarebbero più impazienti dei tedeschi, ovvero preferirebbero consumare prima possibile, il che equivale ad affermare che segnalerebbero un tasso di sconto relativamente più alto per le preferenze intertemporali nelle scelte di consumo.

Tedeschi più pazienti

Per essere chiari: se ritengo ugualmente preferibili 80 euro oggi piuttosto di 100 euro tra un anno, significa che per me è uguale oggi una somma del 25% più alta domani. Se, invece, per me fosse indifferente una somma di 90 euro oggi e una di 100 euro tra un anno, il tasso che mi eguaglia i due importi è dell’11%.

Nel primo caso (con tasso di sconto più alto) mostro maggiore impazienza rispetto al secondo.

Attraverso uno studio legato a chi abbia mai fumato in passato, l’autore dello studio ha scoperto una correlazione statisticamente rilevante tra maggiore impazienza dei francesi rispetto ai tedeschi. Al contrario, non ha trovato conferma l’ipotesi che le persone di lingua tedesca sarebbero meno inclini a ricorrere all’aiuto di parenti e amici (economia informale) per i casi di imprevisti, che intacchino negativamente i loro redditi (risk-sharing).

Tedeschi meno esposti al rischio povertà nei casi di stress finanziario

Sulla base di questi risultati, potremmo affermare che i cittadini di lingua tedesca sarebbero meno esposti al rischio povertà nel corso della loro vecchiaia o a un calo dei consumi per i casi di shock negativi al loro reddito, mostrando una maggiore previdenza in tempi favorevoli, quando godono di un reddito e non sono soggetti a stress finanziari.

Dunque, il fattore culturale sarebbe determinante nello spingere un individuo a consumare di più o di meno e, quindi, a indebitarsi o meno. I tedeschi, non necessariamente intesi quali cittadini della Germania, sarebbero maggiormente propensi al risparmio, caratteristica che li contraddistingue anche nella gestione delle finanze pubbliche, come notiamo nell’annoso dibattito sulla crisi dell’Eurozona. D’altra parte, se gli italiani hanno inventato in epoca medievale l’attuale sistema bancario, i tedeschi hanno dato origine alle assicurazioni, confermando anche per questa via la loro ambizione a premunirsi contro i rischi. (Leggi anche: Deficit gemelli e caso tedesco, possibile fine dell’euro spiegata ai non addetti ai lavori)

Lo studio spiegherebbe anche lo scontro nell’Eurozona

Se l’esito dello studio è vero, troviamo spiegazione dello scontro in atto da anni tra Germania e il resto dell’Eurozona sulla gestione della crisi dei debiti sovrani, nonché sulla questione dell’eccesso di surplus commerciale tedesco. Difficile che le attitudini di un popolo, specie se in progressivo invecchiamento, o la condotta pubblica del suo governo possano essere modificate da sollecitazioni esterne.

Detto in parole povere: nessuno di noi creda che Berlino taglierà il suo eccesso di esportazioni spingendo i propri cittadini a consumare di più o attraverso una gestione più allegra delle sue finanze statali. Come notò l’allora premier Mario Monti, i tedeschi usano la stessa parola (“Schuld”) per indicare “debito” e “colpa”. (Leggi anche: Export Germania da record, ma all’Europa non serve mettere in croce la Merkel)

 

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,