Paradisi fiscali, possibili sorprese nella lista nera Ue: il punto su Barbados ed Emirati Arabi Uniti

Italia ed Estonia starebbero spingendo per rinviare qualsiasi tipo di decisione sul Paese mediorientale.

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Italia ed Estonia starebbero spingendo per rinviare qualsiasi tipo di decisione sul Paese mediorientale.

L’Unione Europea è pronta ad aggiornare la lista nera dei paradisi fiscali, la cui definizione esatta è giurisdizioni non cooperative ai fini fiscali. Secondo le ultime indiscrezioni, la nuova black list dovrebbe contenere le Bermuda. Non è da escludere anche l’inserimento di altri stati della regione dei Caraibi e collocati nel bel mezzo dell’oceano Pacifico. Un’altra nazione finita sotto la lente d’ingrandimento dell’Ue è l’Oman, Paese del Medio Oriente.

La sorpresa più grande potrebbe però essere proprio l’inclusione degli Emirati Arabi Uniti, stando a quanto pubblicato dalla redazione giornalistica di Reuters.

Italia ed Estonia contro l’inserimento degli Emirati Arabi Uniti

Se l’inserimento dello stato delle Bermuda appare ad oggi quasi scontato, tanto quanto quello di altri stati caraibici, c’è invece maggiore incertezza intorno al nome degli Emirati Arabi Uniti. Secondo quanto riportato da Reuters, Italia ed Estonia starebbero spingendo per rinviare qualsiasi tipo di decisione sul Paese mediorientale al termine di quest’anno, al fine di garantire loro il tempo necessario per rispettare gli standard fissati dalle normative europee. A decidere sarà l’Ecofin, riunitosi a Bruxelles con l’obiettivo di aggiornare la lista nera. Si tratta del primo aggiornamento concreto della black list da quando è stata introdotta, vale a dire dalla fine dell’anno 2017.

Oxfam punta il dito contro Cipro e Olanda

Cipro, Olanda, Malta, Lussemburgo e Irlanda sono state criticate aspramente da Oxfam, organizzazione non profit che si batte da anni contro la povertà nel mondo. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ong, nel solo 2015 nazioni come Francia, Germania e Italia hanno perso complessivamente 35 miliardi di euro a causa dell’evasione fiscale. Nello specifico, le perdite relative al bilancio dell’anno 2015 sono pari a 6 miliardi e mezzo di euro, un importo più o meno simile a quello previsto dalla nuova legge di Bilancio per il reddito di cittadinanza nel 2019.

Leggi anche: I 22 paradisi fiscali del 2019 secondo l’Unione Europea: la lista nera fa adirare gli USA

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