Panama Papers: cosa sono e chi è coinvolto

Cosa sono i Panama Papers di cui tanto si parla e quante persone coinvolgono? Spieghiamo in breve quella che è stata già definita la più grande fuga di notizie della storia.

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Cosa sono i Panama Papers di cui tanto si parla e quante persone coinvolgono? Spieghiamo in breve quella che è stata già definita la più grande fuga di notizie della storia.

Ne sentiremo parlare a lungo, sicuramente; riempirà le prime pagine dei siti online e dei notiziari d’informazione, come fu per Wikileaks, come fu per Snowden, ma ne caso dei Panama Papers si tratterebbe della più grande fuga di notizie mai stata fatta prima. Chi è arrivato tardi si porrà la seguente domanda: ma cosa sono i Panama Papers di cui tanto parlano? Sono dei documenti appartenenti a una società che si occupa di creare e gestire società off shore: la società in questione corrisponde al nome di Mossack Fonseca, con sede proprio a Panama, ma che di fatto opera in diversi Paesi, molti dei quali veri e propri paradisi fiscali, altri invece caratterizzati da agevolazioni fiscali per certi tipi di imprese, come il Regno Unito. Questi documenti sono stati trafugati da un ex dipendente di Mossack Fonseca che ha voluto restare anonimo e che ha affermato che per compiere la sua azione ha rischiato la vita.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]I #PanamaPapers in sintesi[/tweet_box]   Il primo giornale a cui sono stati consegnati questi documenti è stato il tedesco Suddeutsche Zeitung, che ha poi condiviso i Panama Papers con il Conosrtium of Investigative Journalists, il quale ha chiesto la collaborazione di un centinaio di testate giornalistiche sparse in ben 80 Paesi – in Italia è stato coinvolto l’Espresso – per fare luce sulla gigantesca mole di documenti trafugata, che risale al 1977 – anno di fondazione di Mossack Fonseca – e arriva fino ai giorni nostri. Questa società opera non solo a Panama, ma anche nelle Isole Vergini Britanniche, nelle Seychelles, in Svizzera, in Regno Unito e in altri 37 Paesi. Una buona parte delle società gestite da Mossack Fonseca ha la propria sede nei paradisi fiscali e tra le persone coinvolte sono già spuntati dei nomi molto importanti: da Luca Cordero di Montezemolo a Leo Messi, passando per il premier islandese Gunnlaugsson, l’entourage di Vladimir Putin e un membro del comitato etico della FIFA.   Mossack Fonseca si è già difesa affermando che le attività che gestisce sono tutte legali e rispettano le regole vigenti al fine di contrastare il riciclaggio di denaro, ma allo stesso tempo ha dichiarato di avere responsabilità limitate per quanto riguarda le attività delle società che gestisce e delle operazioni dei suoi clienti, di cui comunque non ha voluto divulgare altre informazioni dettagliate per preservare il rapporto di riservatezza. Nella sua prima difesa, infatti, la società con sede a Panama ha declinato ogni responsabilità e competenza dalla gestione dei patrimoni dei suoi clienti. Per quanto riguarda le responsabilità vere o presunte della società se ne parlerà in seguito, dopo le dovute indagini, ma in un documento si legge che il 95% del lavoro di Mossack Fonseca corrisponde alla vendita di sistemi per evadere le tasse, e per questo motivo sarebbero guai grossi.   Avere società con sede nei paradisi fiscali, infatti, non è illegale se i movimenti vengono dichiarati alle autorità preposte: ciò che è illegale è l’operato di queste società, quando risulta finalizzato a evadere le tasse nel proprio Paese o a riciclare denaro. E sarebbe proprio questo lo scandalo suscitato dalla fuga di notizie relativa ai Panama Papers: la documentazione intera ammonterebbe infatti a circa 11,5 milioni di documenti, per un totale di 2,6 TB di dati.

Dai documenti si evince che Mossack Fonseca gestisce in tutto 214 mila società per un totale di 14 mila clienti, tra cui spiccano personalità eminenti del mondo della politica e degli affari.   Ecco dunque cosa sono i Panama Papers, documenti che rappresentano la base per una delle più importanti inchieste giornalistiche della storia sui paradisi fiscali e sull’attività delle società che si occupano di fondare e gestire attività in loco, con finalità illegali. Per ciò che concerne le pratiche giudiziarie e gli sviluppi dell’inchiesta, non ci resta che attendere ulteriori sviluppi.

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