Pagamenti online scontati, la nuova frontiera della lotta contro il contante

I pagamenti online saranno incentivati con sconti rispetto alle transazioni in contante. L'India compie un altro passo contro il cash, ma le misure potrebbero essere imitate anche da noi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I pagamenti online saranno incentivati con sconti rispetto alle transazioni in contante. L'India compie un altro passo contro il cash, ma le misure potrebbero essere imitate anche da noi.

L’India ha ritirato dalla circolazione l’86% del suo contante, quando l’8 novembre scorso ha annunciato di avere messo fuori corso legale le banconote da 500 e 1.000 rupie, quelle dal taglio maggiore, seppur al cambio farebbero appena circa 6,50 e 13,00 euro. Si è trattato di un passo importante nella lotta contro il contante, che rappresenta ancora nel sub-continente asiatico il 98% dei pagamenti. Il governo di Narendra Modi, invece, vuole puntare sulle transazioni online, ovvero sull’uso di carte di credito e bancomat, in modo da stanare l’evasione fiscale, che priverebbe ogni anno lo stato di ingenti entrate.

Il contraccolpo sull’economia indiana si è fatto sentire. Nelle ultime settimane, i consumi interni sono letteralmente precipitati, così come anche la produzione, per effetto della carenza di liquidità, provocata dal mancato immediato rifornimento da parte della banca centrale delle banconote sostitutive di quelle ritirate. (Leggi anche: Lotta al contante, banche e stato favoriti)

Pagamenti online scontati

E dopo il bastone, è arrivata la carota. Ieri, il governo di Nuova Delhi ha varato un pacchetto di misure incentivanti i pagamenti online, usando la leva fiscale per ridurre i prezzi delle transazioni elettroniche rispetto a quelli degli scambi cash.

Il ministro delle Finanze, Arun Jaitley, ha annunciato sconti fino al 10% per le polizze assicurative, sui biglietti per il treno, i pedaggi autostradali, dello 0,75% sul carburante e la rinuncia alla tassa sui servizi per le transazioni fino a 2.000 rupie (28 euro). Ovviamente, tutto ciò è valido per i pagamenti online. Si stima che la sola possibilità di pagare meno il carburante alle stazioni di servizio dovrebbe ridurre la liquidità necessaria di 2.000 miliardi di rupie all’anno, ovvero di 28 miliardi di euro. (Leggi anche: Lotta al contante, pagamenti elettronici obbligatori)

 

 

 

Lotta contro il contante anche in Italia

Per gli indiani si tratta di una rivoluzione, anzitutto, culturale. I pagamenti elettronici, quindi, tracciati da parte del Fisco, sono raddoppiati a 5-6 milioni al giorno dall’8 novembre scorso. Lungi dall’essere una misura isolata, quello dell’India starebbe fungendo da esperimento per i governi degli altri paesi, Europa inclusa.

Quanto sta accadendo potrebbe essere imitato anche in economie come quella italiana, dove la lotta all’evasione fiscale è da anni tra le voci principali dei programmi dei governi che si susseguono, nel tentativo di aumentare le entrate. Seguiamo senza snobismi il caso indiano, perché con le dovute correzioni sarà oggetto di imitazioni anche nell’Occidente opulento, ma sempre a caccia di nuove fonti per sostenere una spesa pubblica crescente senza sosta.

In più, Nuova Delhi è stata la prima ad avere varato misure per incentivare i pagamenti online, quando finora sono stati introdotti più che altro disincentivi per l’uso del contante, come il divieto in Italia di effettuare transazioni cash superiori ai 1.000 euro, livello innalzato a 3.000 euro dall’1 gennaio 2016. (Leggi anche: Lotta al contante, tassa del 50% e conto sequestrato)

 

 

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Argomenti: Economie Asia, economie emergenti, Pagamento in contanti, valute emergenti