Pagamenti elettronici, le realtà che puntano sul digitale sperano nella lotta al cash

Pagamenti elettronici in crescita anche in Italia e il Decreto Fiscale punta a disincentivare il contante, legando le detrazioni solo all'uso di carte e assegni. I numeri di MyBank parlano di un boom di transazioni nell'area SEPA.

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Pagamenti elettronici in crescita anche in Italia e il Decreto Fiscale punta a disincentivare il contante, legando le detrazioni solo all'uso di carte e assegni. I numeri di MyBank parlano di un boom di transazioni nell'area SEPA.

Il premier Giuseppe Conte l’ha definita “Italia cashless“, cioè senza contanti. E il Decreto Fiscale approvato al termine dello scorso anno va in questa direzione, a rendere il nostro Paese sempre meno propenso ad utilizzare il denaro contante per effettuare i pagamenti. Tra le novità, la possibilità di avvalersi delle detrazioni, comprese quelle sanitarie, solo se i pagamenti siano avvenuti in modalità tracciabile, vale a dire attraverso l’uso di carte di credito, bancomat o assegni. Obiettivo: contrastare l’economia sommersa, recuperare gettito fiscale e contenere la criminalità. Abbiamo spesso ribattuto su Investire Oggi, notando quanta ipocrisia si celi dietro simili iniziative. In questo articolo, vi proponiamo il punto di vista di una realtà attiva nei pagamenti elettronici, che confida proprio nella svolta “cashless” per sviluppare ulteriormente il suo business.

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MyBank è una realtà paneuropea, che ha aperto il 2020 con alle spalle un anno di successi e avendo tagliato il traguardo dei 15 miliardi di euro di transazioni gestite. Parliamo di una società, che consente di effettuare pagamenti tramite bonifico irrevocabile, senza cedere dati a terzi – e sappiamo quanto sia importante la loro tutela sul web – semplicemente accedendo alle funzionalità dell’online banking offerte dalla propria banca. In altre parole, non bisogna aprire altre pagine e uscire da quella del proprio conto corrente. Questo agevola l’uso di MyBank per pagare in maniera sicura in tutta l’area SEPA.

Il fattore protezione dati

La crescita delle transazioni è stata del 50% in appena sei mesi, pari a una media giornaliera di 19 milioni. I pagamenti B2B e B2C sono stati trainati dal comparto dei servizi, come il turismo (+30%), le utility (+41%) e le telecomunicazioni (+15%).

Per non parlare dell’aumento tendenziale mostrato da Tech/IT (+61%), Arredamento e Home Living (+36%), abbigliamento (+29%) e Food&Grocery (18%). Entusiasta il commento di Giorgio Ferrero, amministratore delegato di PRETA, la società che gestisce My Bank: “I numeri positivi registrati nell’anno appena trascorso incoraggiano il nostro modus operandi, dove la sicurezza e la protezione dei dati si combinano alla facilità d’uso per portare valore agli utenti, migliorandone l’esperienza d’uso e, di conseguenza, aiutando i merchant a crescere grazie alla fiducia generalizzata della soluzione MyBank”.

Il successo lo si deve particolarmente al fatto di poter effettuare i pagamenti utilizzando le stesse credenziali di accesso al proprio conto corrente, senza cedere dati a terze parti. Con un paio di clic, quindi, si è in grado di pagare e sia chi ordina il bonifico e sia chi lo incassa ricevono la notifica dell’avvenuta transazione. Secondo MyBank, il volume delle transazioni non in contanti dovrebbe crescere alla media del 14% all’anno fino al 2022 sul piano mondiale, con i “millenials” a fare la loro parte, desiderando sistemi di pagamento veloci e fluidi. E il mobile banking assumeranno un ruolo determinante, visto che il 97% dei giovani risulta utilizzatore attivo di dispositivi elettronici.

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Infine, il 2019 è stato l’anno dell’implementazione della normativa PSD2, con l’autenticazione forte divenuta obbligatoria dallo scorso settembre. E questo richiede una maggiore tutela dei dati, fattore su cui fa leva proprio una realtà come MyBank per continuare a crescere.

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