Oscar Giannino punta a una alleanza con Matteo Renzi

Il giornalista torna in politica, punta sugli elettori delusi e corteggia un ipotetico Partito Democratico guidato da Matteo Renzi

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Il giornalista torna in politica, punta sugli elettori delusi e corteggia un ipotetico Partito Democratico guidato da Matteo Renzi

Oscar Giannino è pronto a tornare nella scena politica italiana: il giornalista torinese lo ha annunciato nel corso di un incontro a Roma per presentare i prossimi congressi regionali del suo partito, tenutosi nel week end appena trascorso del 4 e 5 maggio. Il fondatore di Fare per Fermare il Declino ha espresso la volontà di “dare rappresentanza politica a quel 15% di elettori che non si riconoscono in questo sistema tripolare”. Viste le recenti vicende Giannino non potrà assumere incarichi politici ma questo non gli impedisce di restare un aderente e dare una mano al movimento. Il programma di Fare per Fermare il Declino quindi resta inalterato. Il prossimo week end, 11 e 12 maggio 2013, si terrà il congresso nazionale con l’elezione del presidente del partito: i tre candidati papabili sono Michele Boldrin, professore di Economia a Washington, Riccardo Gallo, anche lui docente di Economia alla Sapienza a Roma e Roberto Italia, manager finanziario di Roma. Oscar Giannino ha dichiarato la sua preferenza per quest’ultimo.  

Un’alleanza Oscar Giannino Matteo Renzi?

Ma è evidente che il suo movimento, stroncato anche dallo scandalo sul master inventato nel curriculum (che il giornalista torinese ha addebitato ad un suo complesso di inferiorità), avrebbe bisogno di alleanze per poter rappresentare quel 15% di elettori a cui ha fatto riferimento in conferenza (posto che in base al quadro dei risultati delle elezioni da solo non raggiunge l’1%). L’apertura di Giannino è per il sindaco di Firenze:  “Di sicuro l’ipotesi di un’ alleanza elettorale di Fare con un Partito Democratico guidato da Matteo Renzi è molto interessante”, ha confermato, “in campagna elettorale abbiamo detto che era stato un errore quello del Pd di fare primarie chiuse. Se ci fosse stato Renzi candidato, non ci sarebbero stati né Monti né Berlusconi. Il problema è che nello scorso ottobre la scelta di Renzi candidato premier sarebbe nata dagli italiani. Ora nascerebbe da un processo interno al partito”. L’alternativa per il Pd, secondo il quadro anticipato da Giannino, è l’avanzata di Fassina e i “giovani turchi” che premono per “un allentamento dell’austerity europea”

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