Oro, quotazioni triple tra 15 anni. Previsto un boom della domanda in Asia

Le quotazioni dell'oro sono viste finanche a triplicare da ANZ, uno dei maggiori commercianti del metallo al mondo. La ragione del boom è l'impennata della domanda asiatica.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le quotazioni dell'oro sono viste finanche a triplicare da ANZ, uno dei maggiori commercianti del metallo al mondo. La ragione del boom è l'impennata della domanda asiatica.

Se il prezzo dell’oro si attesta sui 1.147 dollari l’oncia al momento, vicino ai minimi di 1.132 dollari toccati nel novembre scorso e ben lontano dal massimo storico di 1.921 dollari l’oncia raggiunti agli inizi di settembre del 2011, per l’Australia and New Zealand Banking Group (ANZ), uno dei maggiori commercianti di oro al mondo, da qui ai prossimi anni si registrerà un vero boom delle quotazioni del metallo, grazie alla crescita della domanda in Asia. Secondo ANZ, gli acquirenti privati e istituzionali asiatici aumenteranno le richieste di oro dalle 2.500 tonnellate di oggi alle 5.000 entro il 2030, in conseguenza sia del maggiore benessere delle famiglie, grazie alla crescita dei loro redditi, sia dei maggiori investimenti dei fund manager e, infine, anche per l’accumulo di riserve di oro da parte delle banche centrali, le quali trovano sempre più conveniente diversificare gli assets e garantire le loro valute con il metallo. Quest’anno, India e Cina si confermeranno i maggiori acquirenti al mondo di oro con una domanda attesa rispettivamente a 900 e 1.000 tonnellate. Altre 400 tonnellate saranno acquistate dalle rispettive banche centrali. Fino al 2012 era stata l’India il primo acquirente al mondo, superata dal 2013 dalla Cina, in seguito alle restrizioni introdotte due anni fa da Nuova Delhi sulle importazioni del metallo, grosso modo rimosse nei mesi scorsi.   APPROFONDISCI – Il prezzo dell’oro tornerà a salire dopo le novità dall’India?   Alla base del raddoppio della domanda asiatica ci sarebbero diversi fattori: come dicevamo, l’incremento di benessere della popolazione, che la spingerà ad aumentare gli acquisti di oro per un fattore tipicamente culturale; giocherà un ruolo importante anche il progressivo invecchiamento della popolazione, perché i più anziani tendono a investire in assets solidi. Infine, le banche centrali, con la Cina, in particolare, ad ambire ad assegnare allo yuan un ruolo di valuta internazionale, potenzialmente concorrente al dollaro. Si pensi che nel 2014, le banche centrali di tutto il pianeta hanno effettuato acquisti di oro per 477 tonnellate, il secondo dato più alto degli ultimi 50 anni. Poiché le banche occidentali non hanno aumentato le loro riserve di oro, ne consegue che siano state quelle asiatiche ad avere accumulato metallo. In assenza di nuovi dati dalla People’s Bank of China, sappiamo che la Banca di Russia fa incetta di oro da circa un anno.   APPROFONDISCI – Il mondo fugge dal dollaro e la Russia fa incetta di oro. Ecco chi e perché compra lingotti   Il risultato di questa nuova corsa all’oro sarà visibile per ANZ dalle quotazioni: saliranno a più di 2.000 dollari l’oncia entro il 2025 e a 2.400 entro il 2030, ma se la Cina dovesse aprirsi maggiormente come economia e si dovesse registrare nel mondo ulteriore instabilità finanziaria, il prezzo del metallo potrebbe portarsi fino a 3.230 dollari per ogni oncia, il triplo dei livelli attuali. Le previsioni di ANZ riguardano Cina, India, Indonesia, Giappone, Corea del Sud, Malaysia, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam. L’istituto ha trattato nel 2014 il 12% dell’oro prodotto nel mondo, risultando così tra i maggiori commercianti del pianeta.   APPROFONDISCI – Marc Faber: nel 2015 l’oro salirà del 30% e sarà l’anno della sfiducia verso le banche centrali

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Argomenti: Oro