Oro: quotazioni ai minimi da un mese, ma l’India le sostiene

Le quotazioni dell'oro legate non solo al super dollaro e ai tassi USA, ma forse più che altro alle vicende dell'India.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le quotazioni dell'oro legate non solo al super dollaro e ai tassi USA, ma forse più che altro alle vicende dell'India.

Oro superato dai Bitcoin. E’ quanto è accaduto ieri, quando le quotazioni del metallo sono state surclassate da quelle della moneta digitale. Le prime segnalano un trend calante da circa una settimana, dopo essersi portate ai livelli più alti dalla vittoria inattesa di Donald Trump alle elezioni USA di novembre. In questo momento, si attestano in area 1.228 dollari l’oncia, ai minimi da quasi un mese, pur in rialzo del 6,7% rispetto all’inizio dell’anno. Cosa abbia sostenuto le quotazioni auree nelle settimane scorse è oggetto di analisi sui mercati.

L’ipotesi più accreditata è stata quella dell’indebolimento del dollaro, che dopo essersi rafforzato ai livelli più alti dal 2002 contro le altre valute, ha iniziato a ripiegare sulle incertezze relative alle politiche fiscali dell’amministrazione Trump e sulle prospettive poco chiare per la politica monetaria della Federal Reserve. (Leggi anche: Prezzi oro deboli, investire in argento?)

Boom importazioni oro dall’India

La musica sembra essere nuovamente cambiata negli ultimi giorni: Trump ha annunciato entro agosto un piano “storico” di riduzione delle tasse e dalla Fed arrivano segnali su un quasi certo aumento dei tassi USA a marzo, il terzo dall’avvio della stretta monetaria nel dicembre 2015. Il dollaro è tornato a rafforzarsi ai massimi da un mese e mezzo, ovvero dall’insediamento della presidenza Trump, e ciò starebbe deprimendo le quotazioni dell’oro.

Ma il trend in risalita del metallo nei primi due mesi dell’anno potrebbe avere qualcosa a che fare anche con l’India, che a gennaio ha ridotto del 28% annuo le importazioni di oro a 58,6 tonnellate, ma a febbraio le ha aumentate dell’82% a 50 tonnellate, anche se il dato resta inficiato dal crollo che si era verificato nello stesso mese del 2016, quando gli indiani avevano posticipato gli acquisti, scontando un taglio dei dazi applicati dal governo di Nuova Delhi sulle importazioni auree. (Leggi anche: Prezzi oro 2016, anno pazzo per quotazioni)

Domanda di oro in India in ripresa?

Su base annua, sarebbe come affermare che l’India tende a importare dall’estero 600 tonnellate, un volume relativamente basso, ma pur sempre superiore alle 510,4 tonnellate dello scorso, le più basse degli ultimi 13 anni, in calo del 44% rispetto ai livelli del 2015. (Leggi anche: Oro, il crollo potrebbe arrivare dall’India)

L’India ha avviato un’opera di demonetizzazione nel novembre scorso, ritirando le banconote da 500 e 1.000 rupie, che rappresentavano l’86% del contante circolante, sostituite solo progressivamente. Poiché tale misura è stata accompagnata da stringenti controlli sui depositi, al fine di verificare quanti non fossero in grado di spiegare l’elevata detenzione di biglietti di alto taglio, molti indiani hanno fatto incetta di oro per sfuggire al fisco e impiegare in qualche modo il contante tenuto in casa.

Ne è dimostrazione il fatto che l’oro sia stato venduto a premio rispetto alle quotazioni internazionali negli ultimi mesi, segno che la domanda interna sarebbe alta. E potrebbe essere in netta risalita in questo periodo, anche se resta bassa al confronto con la media degli ultimi anni. Quel che accade in India ha ripercussioni sul mercato aureo globale, trattandosi dopo la Cina del secondo paese importatore di metallo al mondo.

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Altre economie, Crisi materie prime, Economia Europa, Economia USA, Economie Asia, Oro

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.