Oro, quotazioni ai massimi da un mese sul dollaro più debole: che succede?

Il prezzo dell'oro risale nelle ultime sedute, a seguito dell'indebolimento del dollaro. Vediamo perché il mercato si è preso una pausa dal "Trump trade".

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il prezzo dell'oro risale nelle ultime sedute, a seguito dell'indebolimento del dollaro. Vediamo perché il mercato si è preso una pausa dal

Si attestano sopra i 1.180 dollari l’oncia le quotazioni dell’oro, che sono risalite così ai massimi da un mese a questa parte, dopo essere scese a dicembre, all’indomani del rialzo dei tassi USA, sotto i 1.127 dollari. Rispetto al giorno delle elezioni USA, il calo è di oltre il 7%, ma è evidente che nelle ultime sedute il mercato abbia iniziato a tirare il fiato sul cosiddetto “Trump trade”, avvertendo di essersi forse spinto un po’ in là e di necessitare di nuovi stimoli per continuare nel rally degli ultimi due mesi.

Le quotazioni dell’oro sono precipitate con la vittoria di Donald Trump, nonostante alla vigilia del voto ci si raccontasse una storia diversa, in quanto la sua politica economica di sostegno alla crescita economica americana viene percepita come acceleratrice del tasso d’inflazione, ovvero anche della stretta monetaria della Federal Reserve già in corso. (Leggi anche: Prezzi oro 2016, riassunto di un anno)

Quotazioni oro in ripresa nelle ultime sedute

In effetti, se l’oro è sceso, anche i prezzi dei Treasuries sono diminuiti, tanto che i rendimenti decennali sono saliti ad oggi di oltre una cinquantina di punti base al 2,38-39%. Anche in questo caso, però, stiamo assistendo a un lieve ripiegamento.

Il puzzle si compone: fino alla fine di dicembre, l’oro scendeva, il dollaro saliva ai massimi dal 2002 e i rendimenti dei Treasuries s’impennavano fino al 2,60% sulla scadenza decennale. Nelle ultimissime sedute, il quadro è cambiato: le quotazioni dell’oro hanno recuperato il 5% dai minimi, il dollaro ha perso quasi l’1% dai massimi di una settimana fa, mentre i rendimenti dei Treasuries sono ridiscesi di una ventina di punti base. (Leggi anche: Prezzi oro deboli, investire in argento?)

 

Il mercato cerca di capire di più sull’era Trump

Non si pensi, però, che da qui in poi assisteremo a un graduale ritorno delle quotazioni auree, magari ai livelli pre-Trump. La scorsa settimana, per l’ottava volta di seguito sono stati registrati deflussi dal mercato “bullion”, la serie negativa più lunga degli ultimi tre anni, segno che la domanda resterebbe debole per il metallo.

In effetti, siamo in presenza di una pausa o, in ogni caso, di una stabilizzazione del mercato, che cerca di carpire qualche altro indizio sulla politica economica del nuovo presidente USA, che proprio oggi parlerà in conferenza stampa, in attesa di giurare per l’insediamento del 20 gennaio. (Leggi anche: Economia USA trainata dai consumi, Trump stia attento ai debiti delle famiglie)

La corsa del dollaro potrebbe riprendere presto

Resta il fatto, che contro le altre principali valute, il dollaro ha guadagnato il 6,6% dalle elezioni USA, segno che il mercato crede in una risalita dell’inflazione (e dei tassi) più veloce delle attese precedenti. Deutsche Bank ha diffuso ieri una sua analisi sull’economia americana, arrivando a stimare fino a un raddoppio dei tassi di crescita del pil entro il 2018, sostenendo che “l’incertezza legata all’era Trump potrebbe risultare migliore della certezza di una crescita mediocre attuale”.

La corsa del dollaro e il conseguente calo dell’oro potrebbero proseguire nelle prossime settimane, ma anche forse a partire dalle prossime ore, in presenza di novità ritenute “bullish” dal mercato sul fronte della prossima amministrazione USA e della Fed. Non dimentichiamoci del primo board dell’anno a fine mese, al termine del quale il governatore Janet Yellen, pur non alzando probabilmente i tassi, segnalerà l’intenzione di farlo a breve. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro, parità o rimbalzo?)

 

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Argomenti: Altre economie, Crisi materie prime, Economia Europa, Economia USA, Economie Asia, Fed, Oro, super-dollaro, tassi USA

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