Oro, quotazioni ai massimi da 2 mesi sul dollaro debole

Il prezzo dell'oro è salito ai massimi da 2 mesi, grazie all'indebolimento del dollaro e al rally generale delle materie prime. Quanto durerà?

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Il prezzo dell'oro è salito ai massimi da 2 mesi, grazie all'indebolimento del dollaro e al rally generale delle materie prime. Quanto durerà?

Guadagna quasi 8 dollari l’oncia su base giornaliera il prezzo dell’oro, che in questi istanti si attesta a 1.663,90 dollari, il livello più alto degli ultimi 2 mesi. Dall’inizio dell’anno resta in calo del 4%, ma mostra un rimbalzo del 7,2% dai minimi degli ultimi 6 anni, toccati il 19 luglio scorso, dopo il raggiungimento dell’accordo in extremis tra la Grecia e i partner europei per impedire che la prima uscisse dall’Eurozona. Dall’inizio del mese, il metallo è salito di 48 dollari l’oncia, mettendo a segno una crescita del 4,3%. Il vigore delle quotazioni si deve essenzialmente all’abbassamento delle probabilità che in tempi brevi si giunga al primo rialzo dei tassi USA dal 2006. Poiché l’oro non stacca cedole, il mantenimento dei tassi americani ai livelli attuali evita che esso perda appeal per gli investitori. Inoltre, i commenti dei ministri del Petrolio di Kuwait e Qatar stamane, secondo cui le quotazioni del greggio sarebbero destinate a risalire, grazie alla maggiore domanda attesa, stimola gli acquisti sulla prospettiva di un ravvivamento dell’inflazione presso le economie avanzate. Infine, il dollaro debole, conseguenza delle minori attese rialziste sui tassi, sta facendo il resto. La divisa americana si sta indebolendo oggi mediamente dello 0,18% contro le principali valute, scendendo intorno ai minimi da 3 settimane. Poiché le quotazioni del metallo sono espresse in dollari, quando il biglietto verde è più debole, il costo d’acquisto diminuisce e ciò rinvigorisce la domanda.

Rally oro di breve durata?

Ma le prospettive di una tendenza rialzista per l’oro sembrano simili a quelle delle altre materie prime, ovvero basse e legate a dinamiche di breve periodo. Gli analisti si attendono adesso che la Federal Reserve alzi i tassi a inizio 2016, magari a marzo.

Quando tale appuntamento con l’avvio della stretta monetaria arriverà, il dollaro potrebbe tornare a rafforzarsi e le quotazioni delle commodities a ripiegare. A fronte di un +10% registrato dal greggio da inizio mese e del +4,2% in media di tutte le materie prime, l’oro ha guadagnato perfettamente in linea con queste ultime, suggerendo che il rally avrebbe vita poco autonoma, anche se in questo periodo il suo prezzo risente dei forti acquisti dall’India, il secondo importatore del metallo al mondo dopo la Cina, in conseguenza dell’arrivo delle festività religiose.  

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