Oro: crollo prezzi non è ipotesi convincente, ma il metallo soffre

Le quotazioni dell'oro potrebbero crollare a 200 dollari per qualche analista, ma la nostra analisi ci spinge a rifiutare una simile previsione. I timori riguardano l'India.

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Le quotazioni dell'oro potrebbero crollare a 200 dollari per qualche analista, ma la nostra analisi ci spinge a rifiutare una simile previsione. I timori riguardano l'India.

Ieri, i prezzi dell’oro sono scesi fin sotto ai 1.190 dollari l’oncia, salvo risalire sopra tale soglia nel corso della seduta, ma restando ai livelli minimi da circa nove mesi e mezzo, dovendosi tornare agli inizi di febbraio per trovare quotazioni così basse. Un interessante articolo pubblicato martedì dal quotidiano economico americano Marketwatch spiegava come ci sarebbe il rischio reale di un crollo dei prezzi del metallo a 200 dollari. Considerando che non si tratti di un organo di informazione poco credibile, cerchiamo di approfondire la riflessione a firma dell’indiano Nigam Arora.

Egli spiega che in India potrebbe concretizzarsi presto un evento, la cui portata per il mercato aureo sarebbe simile solo alla fine della convertibilità del dollaro, annunciata nel 1971 dall’allora presidente USA, Richard Nixon, e che mandò in fumo gli accordi di Bretton Woods del 1944, su cui reggeva l’ordine monetario mondiale. (Leggi anche: Oro, quotazioni in caduta dopo Trump)

La misura shock temuta in India

L’evento in questione sarebbe il divieto temporaneo di importare oro. Il governo di Nuova Delhi ci starebbe pensando sul serio, dopo avere ritirato dalla circolazione le banconote da 500 e 1.000 rupie, come ha segnalato anche la Federazione dei Gioiellieri Indiana in un report diramato agli iscritti di qualche giorno fa.

L’India importa la media di 700 tonnellate di oro all’anno, se davvero fermasse le importazioni per alcuni mesi (si parla fino al marzo 2017), la domanda del metallo crollerebbe vertiginosamente e le sue quotazioni scenderebbero di molto. Di quanto, non è immediato stimarlo, ma i 200 dollari paventa da Arora fanno impressione. (Leggi anche: Oro, crollo dall’India)

 

 

 

Prezzi dell’oro in India in linea con le quotazioni internazionali

Ieri, tuttavia, abbiamo notato proprio in India segnali di segno contrario a quelli eccessivamente pessimistici sull’oro. I prezzi medi nel sub-continente asiatico per un’oncia erano pari a 1.190-1 dollari, sostanzialmente in linea con le quotazioni internazionali, anzi di un paio di dollari più bassi. Già questa suona come una novità, visto che nei giorni precedenti, qui l’oro è stato venduto a premio finanche di 12 dollari in media rispetto ai prezzi vigenti nel resto del mondo.

Il fatto che le quotazioni auree indiane si siano riportate ai livelli internazionali segnalerebbe un calo della domanda nell’immenso paese asiatico, a sua volta espressione di aspettative meno realistiche su un divieto legale per le importazioni. In realtà, potrebbe anche essere che gli indiani non abbiano sufficiente cash per acquistare assets, a causa della “de-monetizzazione” in corso, che sta riguardando l’86% del denaro circolante. (Leggi anche: Oro, affari in India crollati del 75%)

Boom di interesse per Bitcoin

Che gli indiani più facoltosi, ma con scheletri nell’armadio sul piano fiscale, stiano comprando assets alternativi all’oro, dopo i recenti blitz delle autorità nelle gioiellerie per impedire un commercio di banconote? Se così fosse, a beneficiarne dovrebbe essere la moneta digitale per eccellenza di questi anni, il Bitcoin, che negli ultimi giorni in India ha trattato a premio rispetto alle quotazioni internazionali.

Ebbene, sempre ieri, un Bitcoin veniva acquistato qui a 915-960 dollari contro i 739 medi vigenti nel resto del mondo. A premio fino a 220 dollari per unità, segnalando un crescente interesse della popolazione locale per un investimento anonimo, per il quale le ricerche su Google nelle ultime settimane si sono quadruplicate da parte degli utenti indiani. (Leggi anche: Bitcoin, prezzi verso i 1.000 dollari grazie all’India?)

 

 

 

Il crash dell’oro non dovrebbe esserci

Ma tutto ciò dovrebbe spingere il governo Modi a desistere dal vietare le importazioni di oro, non riscontrandosi più un boom di domanda, dopo i primi giorni dall’annuncio della misura shock sul cash. Solo se assistessimo a un surriscaldamento delle quotazioni auree locali, potremmo davvero immaginare che Nuova Delhi adotti la misura atomica dello stop agli acquisti dall’estero, ma con gli indiani a cercare alternative al metallo, tale rischio potrebbe essere scongiurato. (Leggi anche: Bitcoin, domanda in volata in India)

 

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