Oro e argento stanno lanciando segnali confusi sull’economia mondiale

I beni rifugio stanno perdendo valore sui mercati internazionali. Le buone notizie spronano al rischio, ma forse non sono così buone.

di , pubblicato il
Prezzo dell'oro ai minimi da luglio

Ieri, il prezzo dell’oro è precipitato ai minimi dal luglio scorso, arretrando sotto 1.825 dollari l’oncia. Sembrano lontani i primi giorni di agosto, quando il metallo toccò i massimi storici, oltrepassando per la prima volta la soglia dei 2.000 dollari. Le quotazioni non stanno approfittando neppure dell’indebolimento del dollaro ai livelli più bassi da fine agosto. Generalmente, quando il cambio americano si deprezza contro le altre valute, i prezzi delle materie prime ne risentono positivamente. Da quando Pfizer ha annunciato l’efficacia del suo vaccino, l’oro ha perso quasi il 7%.

In effetti, proprio le buone notizie sul fronte dei vaccini stanno deprimendo la “commodity”, che da bene rifugio per eccellenza si avvantaggia delle tensioni sui mercati. Peraltro, anche lo stallo post-elettorale negli USA sembra essersi sbloccato. L’amministrazione Trump ha dato l’OK per avviare la transizione che culminerà con l’insediamento ufficiale di Joe Biden alla Casa Bianca a gennaio, pur proseguendo la battaglia legale contro il presidente-eletto.

Il vaccino contro il Covid ha smosso il mercato dei bond, non le prospettive

Segnali contrastanti da oro e argento

Un’altra ragione alla base del calo dell’oro è data dal rialzo dei rendimenti americani nelle ultime settimane. La scadenza a 10 anni offre più dello 0,85% e quella a 30 anni oltre l’1,55%. Numeri storicamente molto bassi, ma decisamente superiori rispetto ai livelli a cui si erano portati nei mesi scorsi. E i bond sono un’alternativa d’investimento dei capitali all’infruttifero oro. Il fenomeno non sta riguardando solo quest’ultimo. L’argento sfiora il calo a doppia cifra percentuale dall’annuncio di Pfizer, scendendo ieri nei pressi dei 23,40 dollari. Il rapporto tra i due metalli si attesta adesso in area 78 o poco meno, un livello che andrebbe a favore dell’argento.

Tuttavia, il fatto che entrambi i prezzi si siano sgonfiati lancerebbe segnali contraddittori circa le prospettive future per l’economia mondiale. Se l’oro è perlopiù acquistato come bene d’investimento per ripararsi dalle tensioni finanziarie, geopolitiche e dall’inflazione, l’andamento dell’argento è legato prettamente alla domanda industriale, trovando impiego nell’elettronica di consumo e sempre più nelle energie rinnovabili, come i pannelli solari.

Ma se abbiamo appena scritto che i due metalli si siano deprezzati per via delle buone notizie sul fronte vaccino anti-Covid e politica USA, non è un controsenso che l’oro non sconti alcuna reflazione e l’argento alcuna ripresa della produzione industriale globale? Considerate anche che nel programma di Biden figura un grosso impulso alle rinnovabili e, in particolare, ai pannelli solari. Prima di addentrarci nel discorso, bisogna premettere che entrambi segnano guadagni cospicui quest’anno: +20% l’uno, +30% il secondo. Dunque, in un certo senso risulta difficile capire quanto di questi rialzi siano da addebitare al solo fattore rischio e quanto alle sole aspettative di reflazione/ripresa.

Il mercato dell’argento fa meglio dell’oro e le prospettive restano interessanti

Perché lo scenario globale resta incerto

Ieri, ancor prima che fosse ufficializzato l’avvio della transizione dei poteri, dallo staff di Biden è trapelata l’intenzione di nominare Janet Yellen prossimo segretario del Tesoro. Sarebbe la prima donna a ricoprire quel ruolo negli USA. Tra il 2014 e il 2018 fu governatore della Federal Reserve, anche in quel caso la prima donna a capo della banca centrale USA. Nota per le sue posizioni “dovish” in politica monetaria, da responsabile delle finanze di Washington propugnerebbe una politica fiscale molto espansiva, cioè incline al deficit spending.

In teoria, questa novità dovrebbe farci scontare un rialzo dei rendimenti americani, unitamente a un surriscaldamento delle aspettative d’inflazione e a un’accelerazione della ripresa americana. Non sembra che questo stia avvenendo, guardando ai soli dati dei Treasuries e dei due metalli.

Probabile, ad esempio, che gli investitori cercheranno di capire meglio l’evoluzione della politica della Fed. Jerome Powell si è impegnato a non alzare i tassi USA fino al 2023. Detto questo, cosa farà? Con una politica fiscale più espansiva, si renderebbe meno necessario il supporto monetario all’economia americana, ma bisogna vedere se la prossima amministrazione sarà in grado di realizzare le sue promesse.

Al Senato, i democratici non hanno la maggioranza e il ballottaggio nei due seggi della Georgia a gennaio deciderà le sorti della Camera alta del Congresso. Se i repubblicani manterranno il controllo, l’amministrazione Biden partirebbe azzoppata, costretta a mediare con gli avversari per implementare il programma di governo. Gli aiuti alla prima economia mondiale rallenterebbero e con ogni probabilità sarebbero inferiori agli annunci. La ripresa globale diverrebbe meno veloce e la reflazione si prenderebbe un po’ di altro tempo per materializzarsi. Per contro, la Fed dovrebbe alluvionare i mercati di ulteriore liquidità, ma evidentemente analisti e investitori non credono che ciò si mostrerebbe egualmente efficace per ravvivare il PIL USA. L’esperienza europea dimostra che i soli stimoli monetari non bastano per far attecchire crescita e inflazione. Dunque, oro e argento risentono da un lato delle buone notizie sul vaccino, dall’altro non starebbero ancora scontando appieno una vera svolta post-Covid per l’economia americana e dell’intero pianeta.

La notizia del vaccino ha illuso i mercati, ecco perché si ricrederanno presto

[email protected] 

 

Argomenti: ,