Oro, continuano gli acquisti da India e Cina. Le riserve di Pechino a 5.000 tonnellate?

Boom di acquisti di oro dalla Svizzera da parte di India e Cina, che si confermano i maggiori consumatori del metallo. A quanto ammontano le riserve di Pechino?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Boom di acquisti di oro dalla Svizzera da parte di India e Cina, che si confermano i maggiori consumatori del metallo. A quanto ammontano le riserve di Pechino?

Anche nel mese di marzo, India e Cina hanno acquistato grossi quantitativi di oro, come dimostrano i dati sulle esportazioni della Svizzera, un hub per la raffinazione del metallo, specie derivante dal Regno Unito. Il mese scorso, i 26 cantoni hanno venduto all’estero 223,3 tonnellate di oro, il 65% di più rispetto al mese precedente, il livello più alto dal 2013. E hanno importato da Londra 97,2 tonnellate, 6 volte e mezza in più delle 14,7 di febbraio, il dato più alto degli ultimi 4 mesi. E gli acquisti dalla Cina sono quasi raddoppiati a 46,4 tonnellate dalle 23,6 di febbraio, mentre quelli dell’India sono quasi triplicati dalle 27,1 tonnellate del mese precedente alle 72,5 tonnellate. Insieme, fanno più del 53% delle esportazioni svizzere complessive del mese. In brusco calo le vendite verso Hong Kong, diminuite del 26% a 30 tonnellate.   APPROFONDISCI – Cina, riserve di oro seconde al mondo dopo gli USA, ma il sorpasso è vicino?  

Riserve oro Cina già a 5.000 tonnellate?

Dunque, i flussi continuano ad essere nella direzione Ovest-Est del pianeta. Europa e America vendono e l’Asia acquista. Una forte spinta alla domanda asiatica la sta dando certamente la crescita dei redditi di indiani e cinesi, i quali tradizionalmente hanno sempre mostrato un forte appetito per l’oro. Ma è innegabile che un ruolo determinante lo sta giocando la People’s Bank of China (PBoC), la banca centrale cinese, che da anni fa incetta del metallo. L’ultimo dato ufficiale disponibile risale al lontano 2009, quando la Cina aveva tra le sue riserve 1.054,1 tonnellate di oro. Da allora, l’istituto ha smesso di pubblicare i dati aggiornati, quasi certamente per non dovere comunicare il ritmo di crescita delle riserve, che si presume possano essere oggi almeno più che triplicate a 3.510 tonnellate, stando a Bloomberg. La stima di BullionStar è ancora più forte: considerando che la Cina detiene riserve per 3.700 miliardi di dollari, il 60% di quelle dell’intero pianeta, se avesse elevato dall’1% al 5% la percentuale detenuta in oro, questo ammonterebbe, ai prezzi attuali (1.190 dollari l’oncia), a circa 5.000 tonnellate.   APPROFONDISCI – Oro, la corsa delle banche centrali dal 2009: chi e perché accumula riserve  

Quando la Cina annuncerà i nuovi dati?

Ma fino a quando la Cina non divulgherà i dati aggiornati? E’ probabile che tenga il riserbo finché non sarà in grado di comunicare al mondo di essere in possesso delle più grandi riserve di oro al mondo. Considerando che la Federal Reserve ne detiene 8.133,5 tonnellate (almeno, ufficialmente) e tenuto conto anche del ritmo con cui avrebbe la Cina accumulato metallo nell’ultimo quinquennio, possiamo ipotizzare che l’annuncio non arriverà prima dei prossimi 4-5 anni. Tuttavia, ai cinesi potrebbe bastare essere al secondo posto, avanti alla Germania, essendo sufficienti le 3.500 tonnellate presumibilmente già detenute come riserve, per cui l’annuncio sarebbe solo una questione di tempo. In ogni caso, Pechino starebbe cercando di sostenere la valuta con l’oro, in modo da internazionalizzare lo yuan e renderlo appetibile agli occhi degli investitori. E’ esattamente l’opposto di quello che stanno facendo da tempo USA ed Europa, che come indicano i dati svizzeri, continuano ad essere venditori netti di metallo, a beneficio delle economie asiatiche.   APPROFONDISCI – Oro, quotazioni triple tra 15 anni. Previsto un boom della domanda in Asia    

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Argomenti: Oro