Ordini e fatturato industria in calo a maggio in Italia, ecco la luce in fondo al tunnel

In calo sul mese di aprile sia il fatturato che gli ordini dell'industria italiana a maggio. Solo il fatturato segna un pallidissimo +0,1% annuo, ma c'è la conferma che la ripresa in Italia si è spenta sul nascere.

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Fatturato in calo per l’industria italiana nel mese di maggio. Su base mensile, la variazione è stata negativa dell’1%, al netto della stagionalità, portando a -0,7% su base annua il dato degli ultimi tre mesi sul trimestre precedente. Corretto per gli effetti del calendario, il dato tendenziale di maggio è appena positivo dello 0,1%, frutto di un -0,1% sul mercato estero e di un +0,1% sul mercato domestico. Nel dettaglio, il fatturato è diminuito a livello congiunturale dell’1,7% per i beni di consumo, dell’1,2% per i beni strumentali e dell’1% per i beni intermedi, mentre l’energia è cresciuta del 2,7%. Quanto ai settori, su base annua le attività estrattive sono cresciute dell’8,4% e la fabbricazione dei mezzi di trasporto del 6%. La variazione peggiore si è avuta per i prodotti chimici, -5,4%. Negativo anche il dato sugli ordini industriali, scesi sul mese di aprile del 2,1% e del 2,5% su base annua. Nel mese precedente si era registrato un progresso congiunturale del 3,6%. Per gli ordinativi, sostiene l’Istat, la variazione più positiva si è avuta per le apparecchiature elettriche e per quelle non elettriche di uso domestico (+15%), mentre la variazione peggiore si è avuta per la fabbricazione di attrezzature e macchinari (-13,6%). I dati confermano la frenata della ripresa, che pur essendo iniziata presumibilmente in Italia agli inizi di quest’anno, pare che si sia già spenta del tutto nel corso del secondo trimestre. Sulla base di questi numeri, è davvero difficile immaginare che il pil di aprile-giugno possa essere positivo. Ricordiamo che la Banca d’Italia ha tagliato le stime di crescita per l’anno in corso dal +0,6% precedente al +0,2%, in linea con le previsioni anche del Centro studi di Confindustria di alcune settimane fa. Il governo ufficialmente basa le sue stime sulle ultime previsioni contenute nel Def di marzo, per cui il pil dovrebbe crescere dello 0,8%, dato irrealistico, alla luce della sfilza di numeri di questi ultimi mesi.   APPROFONDISCI – L’industria italiana riparte a marzo: su ordini e fatturato CSC: l’industria italiana è crollata. Unioncamere: -144 mila posti di lavoro nel 2014        

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