Ordini e fatturato industria a marzo, le luci e le ombre rilevate dall’Istat

Il fatturato e gli ordini dell'industria a marzo segnalano un miglioramento complessivo, ma presentano alcune ombre, che lasciano più di un dubbio sull'effettiva ripresa in corso, specie con riferimento alle nostre esportazioni.

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Il fatturato e gli ordini dell'industria a marzo segnalano un miglioramento complessivo, ma presentano alcune ombre, che lasciano più di un dubbio sull'effettiva ripresa in corso, specie con riferimento alle nostre esportazioni.

A marzo, il fatturato dell’industria in Italia è cresciuto dell’1,3% sul mese precedente e del 4,2% su base annua. Gli ordini sono, invece, scesi dello 0,3% su febbraio e cresciuti del 2,7% tendenziale. Per quanto riguarda questi ultimi, l’Istat ha rilevato che la componente domestica è rimasta invariata su base mensile, mentre è cresciuta del 4,9% annuo (indice grezzo). Nel trimestre, si è registrata una crescita dello 0,6%. La componente estera è diminuita dello 0,5% mensile ed è cresciuta dello 0,3% annuo. Nel trimestre, ha subito un calo dell’1%. Tornando al fatturato, si registra un aumento dell’1% per la componente interna a livello mensile (indice destagionalizzato), così come una crescita annua del 2,1% (indice grezzo). Nel trimestre, però, si ha un calo dell’1,8%. La componente estera è cresciuta sul mese precedente dell’1,9% e dell’8,5% nell’anno, con un aumento anche nel trimestre del 2,1%. Nella media degli ultimi 3 mesi, l’indice del fatturato ha registrato un calo dello 0,2% sui 3 mesi precedenti (-0,2% sul mercato domestico e -0,1% su quello estero). Corretto per gli effetti del calendario, il fatturato cresce dello 0,9% annuo, frutto di un calo dello 0,9% sul mercato interno e di una crescita del 4,5% su quello estero.   APPROFONDISCI – Ordini e fatturato industria, il crollo di gennaio preoccupa per un dato specifico   Dalla raffica delle cifre emergerebbe il dubbio di un rallentamento futuro dell’attività, come evidenziano gli ordini, che altro non sono che produzione nei mesi successivi. Ebbene, non solo sono diminuiti rispetto a febbraio, pur rimanendo più elevati dello stesso mese del 2014, ma ha registrato una dinamica debole sul mercato estero, in calo su base mensile e in crescita piuttosto asfittica a livello tendenziale, mentre la componente domestica è rimasta ferma su febbraio. Il dato stupisce negativamente, perché il mercato estero sarebbe dovuto essere il nostro punto di forza, considerando che a marzo l’euro è scivolato ai minimi degli ultimi anni contro le principali valute. In quel mese, risultava avere perso il 30% contro il dollaro in appena 10 mesi. Senz’altro positivi sono stati i numeri del fatturato, ma che rispecchiano quanto è già stato gli ordini passati e la produzione già realizzata. Prima di potere parlare, quindi, di ripresa dell’industria sarebbe necessario attendere l’evoluzione dei prossimi mesi.   APPROFONDISCI – L’industria italiana si riprende a febbraio, ma i consumi interni restano deboli  

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