Oramai è un bollettino di guerra: ennesimo calo per produzione industriale e PIL

Calo mensile dello 0,3% e del 4,6% su base annua per la produzione industriale. L'ultima variazione positiva risale al lontano agosto del 2011. Il Pil scende del 2,4% su base annua, giù i consumi, gli investimenti e l'import-export

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Ancora un calo per la produzione industriale dell’Italia ad aprile, il ventesimo consecutivo tendenziale. L’indice dell’Istat segna un -0,3% sul mese di marzo e il -4,6% su base annua. I giorni lavorativi sono stati nell’aprile di quest’anno 20 contro i 19 dello stesso mese di un anno fa. A livello trimestrale, il calo di febbraio-aprile è stato del 4,4% sullo stesso trimestre dell’anno scorso.

In particolare, su base annua ad aprile hanno registrato il segno meno le attività estrattive (-14,8%), i beni di consumo (-5,8%), beni strumentali e intermedi (-4,5%), l’energia (-2,3%). Il segno positivo c’è stato per la componentistica informatica ed elettronica (+10%), produzione farmaceutica (+3,6%), produzione di apparecchiature elettriche per uso domestico e non elettriche (+1,4%). Crollo verticale per il settore auto, pari al 14,3% annuo, ma che sale al 18,1% se corretto per gli effetti del calendario.

Una ripresa che non sembra arrivare, stando ai dati Istat, quando la Francia, pur in recessione tecnica, ha mostrato segnali di miglioramento nello stesso mese di aprile, con la produzione in crescita del 2,2% sul mese di marzo e in calo dell’1,8% su base annua. Il consensus era per una crescita di appena lo 0,3%.

 

Pil Italia rivisto al ribasso

Non stupisce, quindi, che anche il pil italiano sia trascinato al ribasso e anche oltre le previsioni. L’Istat ha peggiorato il dato in seconda lettura del prodotto interno lordo del primo trimestre, rivisto in calo dello 0,6% su base trimestrale (-0,5%, nella prima lettura) e del 2,4% su base annua (-2,3% la stima flash). Si tratta del settimo trimestre consecutivo in recessione e il calo acquisito per l’esercizio in corso è già pari all’1,6%.

In calo anche i consumi finali nazionali e gli investimenti fissi lordi, che rispetto al trimestre precedente hanno mostrato nel periodo gennaio-marzo 2013 una riduzione dello 0,3% e del 3,3%; così come le esportazioni e le importazioni, scese rispettivamente dell’1,9% e dell’1,6%.

Chissà che anche queste ultime cifre non spingano l’istituto di statistica a rivedere ancora più al ribasso le stime del pil per quest’anno, già tagliate a maggio al -1,4% dal -0,5% precedente.

Lo stesso ha fatto anche l’Ocse, che prevede un -1,8% dal -1,5% precedentemente stimato.

Un allarme, che fa il paio con i dati drammatici della disoccupazione, in particolare, quella giovanile, salita quest’ultima abbondantemente oltre il 40%.

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