OPEC: tempo di ridurre i tagli alla produzione

Russia e Arabia Saudita concordi nel rialzare la produzione di petrolio. Prezzo medio visto intorno agli 80 Usd al barile

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Russia e Arabia Saudita concordi nel rialzare la produzione di petrolio. Prezzo medio visto intorno agli 80 Usd al barile

Gli interessi della Russia e dell’ Arabia Saudita – i due maggiori produttori tra i firmatari dell’accordo di Vienna – sono ora allineati nella direzione di un graduale aumento della produzione. I due paesi sono destinati a raccomandare un aumento dell’offerta di circa 750.000 bpd alla riunione OPEC. Probabilmente riusciranno in questo intento prendendo nuovamente in prestito il linguaggio da banca centrale e “riducendo” a livelli più moderati le attuali restrizioni alla produzione, per poi monitorare i dati prima di aumentare l’offerta.

La maggior parte dei rialzisti del petrolio ritiene che il prezzo dovrebbe essere a circa 80 dollari al barile data l’entità dei problemi geopolitici nel mondo, sostenendo che tali tensioni pesano per circa 15-20 dollari sul prezzo per barile. Due delle maggiori questioni geopolitiche che in questo momento incidono sui prezzi – dice Bob Minter, Investment Strategist di Aberdeen Standard Investments – sono il ritorno delle sanzioni verso l’Iran e il timore di un completo esaurimento delle forniture venezuelane.

Tuttavia – secondo Minter – le sanzioni avranno un impatto relativamente modesto, di circa 200.000-350.000 bpd, sulla produzione iraniana e i creditori del Venezuela, ossia Cina e Russia, non permetteranno al paese di chiudere semplicemente la produzione, poiché pretendono che i loro prestiti vengano rimborsati. La combinazione di questi fattori, unitamente al previsto aumento dell’offerta, dovrebbe portare a un assestamento dei prezzi del Brent intorno ai 55-65$ USA/barile.

Non dobbiamo infine sottovalutare – conclude Minter – i risultati ottenuti da Arabia Saudita e Russia grazie all’accordo di Vienna. Sono riusciti a influenzare i prezzi tagliando leggermente la propria produzione per sostenere i membri più deboli come la Libia e la Nigeria e poi immettendo più barili sul mercato per bilanciare le interruzioni di fornitura da paesi come Venezuela e Iran. Questo è esattamente ciò che volevano fare, ma apportare queste modifiche comporta un’enorme quantità di lavoro dietro le quinte. Potrebbe essere un rapporto difficile, ma questo deve essere considerato un successo.

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Argomenti: Petrolio