ONG, nuova inchiesta a Trapani su MSF: ‘Non collabora con la Polizia’, i casi sospetti e una provocazione

Polemiche sull'operato della ONG Medici senza Frontiere: nuova indagine a Trapani, i casi sospetti e una provocazione da tenere in conto.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Polemiche sull'operato della ONG Medici senza Frontiere: nuova indagine a Trapani, i casi sospetti e una provocazione da tenere in conto.

Si allarga l’inchiesta sulle ONG: un nuovo filone, stando alle indiscrezioni delle ultime ore raccolte da Il Corriere della Sera, sarebbe stato aperto da Ambrogio Cartosio, procuratore di Trapani. Si parla ancora una volta di rapporti tra una ONG, Medici senza Frontiere (MSF), e gli scafisti e gli episodi sotto indagine sarebbero più di uno. Semplificando al massimo, alcuni membri degli equipaggi di navi afferenti all’organizzazione avrebbero agito non in accordo con la Polizia e rischiano il capo d’accusa di ‘favoreggiamento dell’immigrazione clandestina’. Ma analizziamo quali sono i casi sospetti.

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ONG, MSF sotto indagine: i casi sospetti

I casi sospetti, a partire dai quali è stato aperto il nuovo fascicolo sulle presunte collaborazioni tra scafisti e una ONG importante come ‘Medici senza Frontiere’, sarebbero due. Il primo si sarebbe verificato nel mese di maggio 2016: la nave ‘Dignity One’ di MSF raccoglie e porta in Italia 317 migranti, ma la cosa più sospetta riguarda l’atteggiamento delle persone salvate. Sembra, infatti, che quelli che sbarcano da queste navi siano molto meno collaborativi, come se avessero subito una sorta di indottrinamento da parte di operatori di MSF. A dirlo è sempre il Procuratore di Trapani. Un altro episodio si sarebbe verificato il mese successivo, quando la medesima nave sarebbe entrata nelle acque libiche e, in un particolarissimo fazzoletto di mare, avrebbe raccolto 390 migranti. Il sospetto è che gli operatori della ONG ‘Medici senza Frontiere’ fossero già a conoscenza della partenza di quel barcone.

Insomma, le indagini si muovono a partire da due principi: il primo è che ci sarebbero operatori di ONG (il Procuratore ci tiene a sottolineare come a essere sotto indagine non sia l’operato delle ONG, ma quello di alcuni membri dell’equipaggio) che invitano a non avere un atteggiamento collaborativo con la Polizia italiana; il secondo è che abbiano rapporti con gli scafisti. Il reato di ‘favoreggiamento di immigrazione clandestina’ non sembra facile da applicare, ma è chiaro che presto diverrà nuovamente un caso politico.

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ONG sotto inchiesta: una riflessione provocatoria

Chiudiamo l’articolo con una riflessione volutamente ‘provocatoria’. Le ONG si prodigano in un modo o nell’altro nel salvare vite umane. Al di là del filone di inchiesta aperto a Trapani e che richiama da vicino quello di Catania, noi poniamo questa domanda provocatoria: e se per salvare centinaia di vite umane si dovesse davvero scendere a patti con la peggiore umanità rappresentata dagli scafisti, come ci si dovrebbe comportare? Lasciare morire uomini, donne e bambini o fare il possibile – anche in maniera poco ‘legale’ – per salvarle? Questo non vuol dire che noi riteniamo che davvero tali relazioni esistano, saranno i giudici e le indagini a dirlo, ma vogliamo ragionare come se fosse già assodato. Un dibattito in questo senso, insomma, andrebbe aperto.

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Argomenti: Inchieste Politiche, Politica, Politica italiana

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