Il declino di Renzi tra onda nera, banche e Putin

Il PD di Renzi punta sul pericolo fascista e il presunto complotto di Putin per risalire la china dei consensi, ma rischia di venire scavalcato persino da Forza Italia. E Berlusconi gode.

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Il PD di Renzi punta sul pericolo fascista e il presunto complotto di Putin per risalire la china dei consensi, ma rischia di venire scavalcato persino da Forza Italia. E Berlusconi gode.

Matteo Renzi continua a perdere consensi, come certificano sostanzialmente tutti gli istituti di rilevazione. Cosa assai più pericolosa per il segretario del PD è che il suo partito, ad oggi certamente al secondo posto, alle spalle del Movimento 5 Stelle, senta il fiato sul collo di Forza Italia, quella formazione data per morta fino a pochi mesi fa, ma che più degli alleati beneficerebbe del vento in poppa per il centro-destra.

Silvio Berlusconi la spara grossa e ambisce al 30%, segnalando un obiettivo forse impossibile e, tuttavia, anche una certa capacità di recupero, con gli azzurri apparentemente già a metà strada tra il 15% e il 20%. Sembrano lontani i tempi in cui il partito del Cavaliere veniva umiliato alle urne, ottenendo meno della metà dei voti del PD. Sempre che i sondaggi fossero affidabili, attualmente la distanza con il Nazareno sarebbe di 7-8 lunghezze al massimo. Il rischio per Renzi di finire terzo, non solo in termini di seggi per l’assenza di alleati, bensì pure come singolo partito, non appare più così basso. (Leggi anche: Crisi PD, Alfano e Pisapia mollano Renzi)

E allora, cosa di meglio che gridare al “pericolo fascista” dopo il blitz di Como di una decina di skinheads a una riunione di un gruppo pro-migranti? Per il PD è stato come un appiglio nelle sabbie mobili in cui sembra sprofondato tra ex alleati in fuga e discredito quotidiano sulle banche. E così, la stampa filo-renziana ha iniziato a martellare sulla cosiddetta “onda nera”, quella presunta minaccia della destra più radicalizzata e razzista, a cui è stata annoverata anche la caserma di Firenze, dove una foto ha catturato l’immagine di una bandiera del Secondo Reich (non nazista, come si è scritto con estrema superficialità sui giornali), pare esposta da un militare all’interno del suo ufficio. E completa il trittico la manifestazione di un gruppo di militanti mascherati di Forza Nuova davanti alla sede di Repubblica, quotidiano da sempre vicino al centro-sinistra.

E Renzi grida al complotto di Putin

Renzi, il PD e la sinistra di Liberi e Uguali puntano sull’onda nera per mobilitare i rispettivi elettori, privi di stimoli, a stare in guardia contro il “nemico” alle urne, che si annovererebbe tra gli avversari, grillini compresi.

E se il pericolo fascista non bastasse, ecco servito il pasto delle “fake news”. E a offrirlo inaspettatamente è l’ex vice-presidente USA, Joe Biden, che in un suo libro ha raccontato di come il Cremlino con Vladimir Putin stia cercando da anni di interferire nella vita politica dei singoli stati europei, al fine di indebolire la UE. E cita il caso del referendum costituzionale italiano di un anno fa, straperso da Renzi, a suo avviso anche per la campagna “fake” orchestrata da Putin ai danni del nostro ex premier. (Leggi anche: Fake news, la nuova legge che fine ha fatto?)

Ed ecco che il PD chiede, addirittura, ai servizi segreti di fare luce sull’accaduto, scadendo nel ridicolo, oltre che arenandosi su un terreno che rischia solo di fargli perdere tempo, energie e senza che recuperi un solo voto. Il 60% degli italiani, insomma, avrebbe votato “no” alle riforme renziane, a causa delle interferenze di Putin, che sempre Biden sostiene stia finanziando il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord. E Renzi, che vorrebbe riemergere dall’abisso in cui è caduto negli ultimi mesi per responsabilità non certo di Mosca, si pone sempre più a capo di una riscrittura della cronaca politica degli anni recenti, ribaltando tutta la narrazione prevalente e imbracciando uno scontro all’ultimo sangue con Bankitalia e Consob sulle banche e adesso pure contro le “fake news” e Putin per giustificare il suo fallimento totale al referendum.

Risorgono centro-destra e Berlusconi

L’unico vero risultato che Renzi starebbe riscuotendo è la resurrezione politica di Berlusconi, che quasi non crede ai suoi occhi e alle sue orecchie che un avversario apparentemente così imbattibile fino a poco tempo fa si stia dimenando su argomenti anni luce distanti dagli interessi degli italiani e continui ogni giorno a perdere alleati e tempo con campagne verbali a dir poco imbarazzanti.

Sulle banche, ad esempio, è stato segnato dal PD il più clamoroso degli autogol, perché proprio mentre i riflettori dei media iniziavano a spegnersi sulle tristi vicende giudiziarie recenti, l’ex premier ha trovato il modo per focalizzare nuovamente l’attenzione su MPS, Banca Etruria, le due venete, confidando di riuscire con una indecorosa Commissione d’inchiesta a far passare il suo messaggio sulla crisi degli istituti, mentre ha sortito l’effetto esattamente contrario, peraltro inimicandosi personalità di peso del panorama istituzionale-bancario, come Ignazio Visco, scelta quanto mai imprudente a ridosso delle elezioni.

Di questo passo, quello che abbiamo ritenuto poco o affatto probabile fino ad oggi diventerebbe uno scenario non remoto, ovvero che il centro-destra non solo prevalga al voto, ma che ottenga persino la maggioranza assoluta dei seggi nelle due Camere, specie se Forza Italia centrerà almeno il 20% dei consensi. Operazione, che pare davvero alla portata più per i demeriti del PD che non per una qualche campagna irresistibile del Cav. Renzi si è incartato tra Mosca, fascisti, banche, nel goffo tentativo di recuperare terreno a sinistra, dove forse non gli basterebbe nemmeno rievocare la Rivoluzione di Ottobre per strappare un solo voto. E’ riuscito nell’impresa di perdere come alleati persino i centristi di Angelino Alfano, che certo non si erano distinti per pretese programmatiche elevate. E così, dopo avere strizzato l’occhio all’elettorato moderato, vorrebbe arrivare alle urne con una campagna in stile PCI anni Settanta. Il sorpasso di Forza Italia sul PD dovrebbe essere oggetto di scommesse su un qualche sito di brokeraggio. (Leggi anche: Centro-destra crede nella vittoria e punta sui collegi)

 

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