Olio di palma sostenibile: nuovo passo in avanti dell’Italia

Anche l'Italia si impegna ad importare olio di palma sostenibile e aderisce alla Dichiarazione di Amsterdam.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Anche l'Italia si impegna ad importare olio di palma sostenibile e aderisce alla Dichiarazione di Amsterdam.

A piccoli passi. Da giorni, la discussione sull’olio di palma occupa le prime pagine di quotidiani e siti specializzati. Dopo che la Corte d’Appello di Bruxelles ha dato ragione al gruppo Ferrero nel contenzioso con la società Delhaize, che aveva attaccato duramente Nutella per l’utilizzo dell’olio di palma, arriva la notizia dell’adesione, da parte dell’Italia, attraverso la firma del Ministero dell’Ambiente, alla Dichiarazione di Amsterdam. Quali sono, nel concreto, le conseguenze di quanto avvenuto nelle ultime ore? Lo spieghiamo nel proseguo del nostro articolo.

La Dichiarazione di Amsterdam

L’adesione dell’Italia alla Dichiarazione di Amsterdam è ritenuta strategica da parte degli addetti ai lavori e non. Di fatto, il nostro Paese si impegna di importare esclusivamente olio di palma sostenibile. Il tempo limite, entro cui adeguarsi a tale nuova disposizione, è fissato per il 2020. L’Italia ha dunque poco meno di 3 anni a disposizione per allinearsi al resto dei Paesi che, come lei, ha aderito all’importante dichiarazione in tema ambientale. La promessa dell’Italia, e quella degli altri Paesi europei, è di importare quell’olio di palma ottenuto esclusivamente rispettando l’ambiente. In caso contrario, non sarà né acquistato né tantomeno messo in commercio.

Come l’Italia, anche altri Paesi dell’Unione Europea hanno sottoscritto, a suo tempo, la Dichiarazione di Amsterdam. Qui di seguito l’elenco ufficiale: Francia, Germania, Regno Unito, Norvegia, Paesi Bassi e Danimarca. Rispetto a molti altri Stati, il ruolo dell’Italia è, a conti fatti, più importante, poiché – come sottolineato dallo stesso Danielle Morley, che ricopre il ruolo di European Director of Outreach and Engagement di RSPO – è tra i primi Paesi come importazioni di olio di palma, oltre ad avere numerose aziende che già oggi si impegnano ad acquisire olio di palma sostenibile.

Il ministro dell’Ambiente italiano Gian Luca Galletti ha commentato così la scelta compiuta negli ultimi giorni: “Con questa firma vogliamo  valorizzare un impegno reale per l’ambiente che non può finire – ha spiegato il ministro – nel calderone delle generalizzazioni che danneggiano l’immagine delle aziende e alterano la concorrenza”.

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Argomenti: Altre economie, Crisi materie prime, Economia Europa