Olio d’oliva senza dazi dalla Tunisia, ecco chi e perché dell’Italia ha votato a favore

Altre 70.000 tonnellate di olio di oliva senza dazi in Europa, dopo la decisione del Parlamento di Strasburgo di aiutare l'economia del paese nordafricano.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Altre 70.000 tonnellate di olio di oliva senza dazi in Europa, dopo la decisione del Parlamento di Strasburgo di aiutare l'economia del paese nordafricano.

Il Parlamento europeo ha approvato la proposta urgente della Commissione per importare 70.000 tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia per il biennio 2016-2017. I deputati hanno emendato il testo, prevedendo che la Commissione effettui le dovute verifiche, al fine di verificare l’eventuale impatto negativo sul settore agricolo europeo. Inoltre, è stata prevista anche la tracciabilità del prodotto, in modo che sia esentato dai dazi solamente quello effettivamente prodotto nel paese. La decisione è stata assunta, in considerazione delle conseguenze sull’economia tunisina degli attacchi terroristici nel 2015 e punta a sostenere l’occupazione nel paese nordafricano, che si è mostrato in questi anni in grado di raggiungere la transizione democratica, dopo la Primavera Araba del 2011. L’agricoltura occupa in Tunisia 5 milioni di lavoratori, di cui un milione impiegato proprio nella produzione di olio di oliva. In base agli accordi commerciali precedenti tra UE e Tunisi, il paese beneficia già di 56.700 tonnellate di olio vergine d’oliva esportato nel mercato unico “duty free”, ossia senza l’applicazione di dazi. Nel biennio 2014-2015, le importazioni di olio tunisino hanno raggiunto nella UE le 145.200 tonnellate, comprese quelle a dazio zero, in netta crescita dalle appena 32.000 del 2013-2014, quando i livelli crollarono rispetto al biennio precedente (111.400 tonnellate nel 2012-2013). L’Italia è uno dei principali paesi importatori di olio tunisino. La nostra produzione nazionale è stimata per il biennio 2015-2016 in 445.000 tonnellate, a fronte di un consumo di quasi 593.000 tonnellate. [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Olio tunisino senza dazi: alla UE interessano più i disoccupati nordafricani[/tweet_box]      

Polemiche sul voto degli italiani

Le importazioni a dazio zero sono passate con 475 voti a favore, 126 contrari e 35 astensioni, accogliendo così la misura già approvata dalla Commissione commercio internazionale di Strasburgo, dove già era passata con 31 sì, 7 no e un’astensione. I gruppi favorevoli sono stati quello socialista, il PPE e i liberali dell’Alde. L’Italia è stato il paese tra i più ostili al provvedimento, anche se hanno votato a favore i rappresentanti del PD, Goffredo Bettini e Alessia Mosca, mentre la Lega Nord l’ha osteggiato fortemente, tanto che il leader Matteo Salvini, anch’egli eurodeputato, ha dichiarato che il voto favorevole dei democratici sarebbe la conferma che “Renzi si cala le braghe a Bruxelles”. Condanna anche da Beppe Grillo, che elenca sul suo blog i nomi di chi avrebbe tradito le ragioni della nostra economia nazionale. La materia è delicata, perché ha a che fare con gli interessi degli agricoltori del Sud Italia, in particolare, un settore già in profonda crisi per la concorrenza dei prodotti derivanti da paesi con costi e manodopera ben più economici, come il caso della arance dal Marocco. Forse è facile scadere nel populismo, anche senza volerlo, ma fa impressione che Bruxelles vari un piano di emergenza per tutelare i posti di lavoro in Tunisia, quando ignora lo stato di allarme da anni dell’occupazione nelle regioni depresse dei suoi stessi paesi membri.  

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Europa, Economia Italia

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