Casi di disinformazione: come le parole anti-mafia di Laura Castelli (M5S) sono diventate “olio di ricino per i giornalisti”

Il video dell’intervento completo della parlamentare M5S: riferimento riportato male contro i giornalisti mentre era riferito alla mafia

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Il video dell’intervento completo della parlamentare M5S: riferimento riportato male contro i giornalisti mentre era riferito alla mafia

Polemiche alla Camera per il riferimento all’olio di ricino, strumento di tortura di epoca fascista, rievocato durante l’intervento no TAV di Laura Castelli (Movimento 5 Stelle). Polemiche che, a quanto pare, sono frutto in gran parte di equivoci. Secondo quanto testimoniato dal resoconto della Camera sono stati i 5 Stelle a denunciare per primi il riferimento all’olio di ricino fatto dal leghista Stefano Allasia: “con quelle parole si è rivolto a noi“. Questo il passaggio del deputato leghista incriminato: “Non pensiate  che noi della Lega di Torino non abbiamo fatto le nostre opposizioni. Contro la Tav. Perché? Perché non c’era stato dialogo. Dal 2000 in avanti si è cambiato il passo, è cambiata la politica, è cambiata l’interlocuzione con le amministrazioni locali e con lo Stato per cercare di avvicinare sempre di più queste infrastrutture ai cittadini. Sicuramente, voi avreste bisogno di olio di ricino, in modo tale da capire cos’è la realtà dei fatti” Poi è stata Laura Castelli nelle file dei grillini a ritirarlo  in ballo nel corso di un intervento contro il progetto TAV. Ma un errore di trascrizione ha generato confusione. Nel passaggio che qui interessa la Castelli critica il titolo di un articolo di cronaca del maggior quotidiano piemontese dedicato all’apertura forzosa del cantiere della Maddalena “Le mafie minacciano anche le grandi opere”. La Castelli aveva commentato “a questi attori si che darei l’olio di ricino”. In aula qualche secondo di imbarazzo poi qualche pacato applauso. In molti, incluso Simone Baldelli (Pdl), vi hanno letto un attacco alla stampa. [youtube]https://www.youtube.com/watch?v=4pvvKsJkKtE[/youtube] Ma è la stessa parlamentare 5 Stelle a smentire questa ipotesi: “Il deputato Allavia, nel suo vergognoso discorso ha parlato di olio di ricino. Io ho semplicemente detto che il giorno in cui il ministro è venuto ad aprire il cantiere la cronaca torinese di un giornale titolava: Quando ho parlato di attori a cui doveva essere destinato l’olio di ricino mi riferivo agli interessi di stampo mafioso che ruotano al Tav. Non mi riferivo ai giornalisti, chi sostiene questo non ha ascoltato l’intervento ed è fazioso“. Che il riferimento fosse agli interessi mafiosi che avvolgono gli appalti per il Tav, precisa, è “facilmente visibile dallo stenografico della camera in corso di seduta (pagina 90)”. Che i rapporti tra il Movimento 5 Stelle e la stampa non siano idilliaci non è un segreto e il clima teso degli ultimi giorni (Beppe Grillo caccia un giornalista Rai dal palco: “Questa gente deve essere isolata”) ha forse spinto ad un’interpretazione facile ma, evidentemente, sbagliata.

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